DIANA AL CINEMA
di totdilan
Sono Diana ho 35 anni e sono stanca di mio marito. Sono
una Donna, ho il fuoco nelle viscere. Mio marito invece potrebbe fare
a meno del sesso. Quante notti ho passato in bianco. Il copione è
sempre lo stesso, accarezzo mio marito che si gira sbuffando, allora
mi alzo e preparo una camomilla. Con la cuffia ascolto musica, Wagner
naturalmente, forse non rilassa, ma è la più adatta per
il mio stato danimo. Mi affaccio alla finestra e guardo la strada.
Abito a Torino, in una strada frequentata dalle buttane. I clienti si
fermano, le puttane salgono sulle macchine. Qualche notte scenderò
e lo farò pure io, quanto mi farò dare? Penso e comincio
a toccarmi, prendo il primo oggetto che trovo in cucina e godo godo
godo. Certo non sono una signora per bene ma che ci posso fare, in ogni
caso non ho mai tradito mio marito. Dicono che sono bella; sono magra
col viso tondo e il naso un po a patata. Terza di reggiseno, fianchi
larghi, vita stretta.
Non usciamo mai, unico svago, una volta al mese andiamo al cinema. Certe
volte in sala tocco mio marito che al solito sbuffa. Sei una ninfomane
non pensi che a quello?
Vedo il film fantasticando ed immedesimandomi. Spero sempre di trovare
il cinema affollato, mi elettrizza alluscita sentire il contatto
dei corpi che mi sfiorano. Poi a casa riprendo le mie osservazioni alla
finestra così forse per tutta la vita ancora.
E passato un anno da quando ho scritto questi pensieri, ora li
rileggo e mi pare sia passato un secolo. Quante cose sono cambiate.
Potrei scrivere almeno quattro racconti.
Andiamo per ordine:
Era il mese di Gennaio mi sentivo come lady Chatterley, prima che cominciasse
la relazione col guardiacaccia. Spesso arrossivo. Mi scoprivo sognare
ad occhi aperti mentre parlavo con qualcuno.
Quel giorno dovevamo andare al cinema, io decisi di indossare una minigonna
celeste. Era da molto che non ne indossavo, lavevo comprata due
anni fa, ed essendo dimagrita era piuttosto larga. Mio marito al solito
bofonchiò qualcosa, ma vista lora uscimmo subito, non cera
tempo per cambiarmi. Sembra pazzesco ma anche se ricordo ogni secondo
di quella sera, non so dirvi il titolo del film, né chi fossero
gli attori o il regista. Non ricordo neanche una scena. Una cosa posso
dirvi il film era troppo breve.
Ci sedemmo in un posto centrale. Mentre passavo attraverso la fila per
andarmi a sedere, mi elettrizzavo a sfiorare i corpi seduti. Accanto
a me vi era un vecchio. Stava forse male, tossiva spesso, io imprecai
contro la sfortuna. Mi sfiorò col suo ginocchio, non spesso una
o due volte durante il film, ma bastava quel contatto per fare lavorare
la mia fantasia. Fantasticare con quelluomo mi faceva schifo.
Tossiva continuamente, aveva un aspetto volgare, vestito male, trasandato
e direi che fosse solo: diffido delle persone che vanno al cinema sole,
sono dei maniaci.
In ogni modo mi scattò qualcosa dentro, mi ricordai del mio maestro
delle scuole elementari. Anche lui era anziano. Io ero la sua preferita,
e per questo invidiata dalle mie compagne. Spesso mi accarezzava ed
io minorgoglivo. Mentre pensavo lo sfiorai con le mie ginocchia.
Il mio ginocchio a quel contatto tornò indietro come una molla.
Lui sfacciatamente avvicinò le sue, costringendomi ad un contatto
permanente. Non potevo spostarmi rischiavo di fare capire qualcosa,
cercai di restare indifferente. Ma qualcosa doveva notarsi, perché
il vecchio avvicinò la mano ed in particolare il mignolo al ginocchio.
Io sobbalzai facendo girare mio marito che però non si accorse
di nulla. Luomo levò la mano e la dispose sulle mie spalle,
appena sotto le scapole. Io questa volta non mi mossi. Lui comincio
ad accarezzarmi eseguendo un movimento circolare, io feci un grosso
respiro ancora rimanendo immobile. Lui continuava, io ero eccitatissima,
mi abbassai avvicinandomi a mio marito, ma così facendo gli aprii
uno spazio, lui infilò la mano dentro la cinta, e come una valanga
dentro le mutandine: io cercavo di apparire impassibile, ma tutto il
cinema guardava la scena. La proiezione era stata interrotta, io ero
diventata il centro dello spettacolo. Facendosi strada trovò
il buchino posteriore, infilò tutto il dito. Un grido mi soffocò
nella gola. (Uscì in realtà solo un respiro) che nessuno
avrebbe potuto fare a meno di notare. Io cercai di sollevarmi, mi misi
in diagonale e mi chinai per aiutarlo. Lui cominciò a muovere
l'indice, il medio intanto, si faceva strada verso la mia micetta, che
era già zuppa e bagnata, infilò tutto il dito dentro e
cominciò a muoverlo, trovò il clitoride e gli diede qualche
pizzicotto. Il movimento diventava sempre più incalzante, mi
sentivo osservata, ma come mai mio marito non si accorgeva di nulla.
Ogni tanto mi giravo e osservavo la faccia delluomo, lui mi sorrideva
e mindicava il cappotto sopra di sé. Io desideravo toccarlo
ma non osavo, le due dita intanto si muovevano regalandomi un orgasmo
dietro laltro. Mi giravo, lo guardavo e con gli occhi indicavo
mio marito. Ho paura e se ci scopre gli dicevo con gli occhi
e intanto godevo con le sue dita dentro. Alla fine mi decisi, lavrei
toccato: stavo avvicinando le mani ma
.
Fine
Il film era finito le luci si accendevano, lui si ritirava le dita,
io cercavo di ricompormi.
Ci avviamo alluscita: Scusami caro devo andare in bagno.
Speriamo che mi segua. So è dietro, ora entra. Si sfondami! Ma
ci sono altre donne, chissà se entrerà Ora lo faremo davanti
a tutti.
Forse certe scene si vedono soltanto al cinema. Si allontana. Acc...
faccio la pipì. Ho le mutandine bagnate, ma cosè
questo, è un biglietto da visita, cè il suo indirizzo.
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