Oltre all'orgasmo...
La situazione mi piaceva e mi incuriosiva. Le due donne
si scambiavano
occhiate maliziose e
sembravano indecise sul da farsi.
La brunetta rovisto' in una borsa, che immagino fosse sua, traendone
trasse
tutta soddisfatta un fallo di cuoio dotato di cinture.
Lo indosso' con calma, quasi per darmi il tempo di capire
quale fosse il suo
progetto.
Poi si avvicino' lentamente ed inizio' a premere dolcemente sul mio
ano.
Intanto Elena aveva
incominciato a mordicchiare e leccare i miei capezzoli mentre con le
mani mi
accarezzava
dolcemente.
La brunetta continuava a premere con sempre maggior
decisione. Sembrava
esperta in materia.
Inizialmente mi venne spontaneo contrarre i muscoli e il risultato fu
che le
spinte
diventavano piu' violente e dolorose. Intanto il fallo iniziava a penetrare
piu' a fondo. Un
mio gemito fu soffocato dalla lingua di Elena che in questo modo mi
consolava o forse
semplicemente mi zittiva.
La sensazione di essere del tutto inerme, prigioniero
dei capricci delle due
donne, divenne
sempre piu' forte. Un misto di eccitazione e angoscia mi teneva sospeso
fra
godimento e
timore.
Ad un tratto le spinte si fecero piu' violente e frequenti:
la brunetta
aveva deciso di
passare al galoppo. Il dolore si mescolava al piacere mentre la sentivo
ansimare di piacere.
Elena continuava a mordicchiarmi ovunque, a graffiarmi, mentre il mio
pene
ritornava ad
essere in piena erezione: ma non se ne occupo' minimamente.
Fra indice epollice inizio' a stringermi i capezzoli mentre mi slinguazzava
furiosamente.
Intanto il fallo artificiale era ormai padrone di me entrando ed uscendo
senza posa.
Sentivo che il piacere si stava impadronendo di me benche'
i miei gemiti non
fossero solo di
godimento. Proprio quando mi sembrava di essere vicino ad un nuovo orgasmo
la brunetta si
fermo' ed estrasse il fallo. Quella pausa per me fu gradevole e mi permise
di riprendere
fiato. Il fallo passo' ad Elena che dopo aver baciato appassionatamente
la
brunetta lo
indosso'.
Pensavo che mia moglie sarebbe stata piu' delicata,
ma mi sbagliavo. Mi
sodomizzo' con
ancora piu' decisione noncurante del mio dimenarmi.
La brunetta intanto appoggio' il suo sesso sulle mie labbra e mi fece
capire
che sarebbe stato meglio per me soddisfarla.
Iniziai a leccarlo con molto piacere. I suoi umori erano abbondanti
e ne
sentivo il sapore salato.
Andammo avanti cosi' per cinque minuti buoni quando sentii che Elena
stava
per venire.
La sua eccitazione era al culmine come anche la sua foga nel scoparmi.
Con un gemito si accascio' su di me ed estrasse finalmente
e definitivamente
il fallo.
Poi inizio a leccare e succhiare il mio pene. In poco tempo venni
inondandola di sperma.
La brunetta si godeva il mio lavoro di lingua e sembrava
gradire. Anche
Elena mise il suo
sesso sulle mie labbra in modo da rimanere faccia a faccia con l'amica.
Non potevo vedere ma immagino che si stessero limonando di gusto.
Pensai che quella bella serata fosse ormai giunta al
termine ma mi
sbagliavo: avevano in
serbo un'ultima sorpresa.
I loro umori che colavano copiosi dai loro sessi fracidi diventavano
sempre
piu' liquidi e
sempre piu' ... strani. Finche' capii che non erano solo piu' umori.
Tantai
di dimenarmi e
di voltare la testa ma strinsero forte le gambe intorno al mio collo
immobilizzandomi e
costringendomi a subire.
Se smettevo di leccare le loro unghie conficcate nei fianchi mi ricordavano
subito qual'era il mio dovere.
Andammo avanti per altri minuti che mi parvero eterni
finche' un nuovo
orgasmo le lascio' esauste accovacciate al mio fianco.
A questo punto mi avrebbero slegato?
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