Mio padrone...
La camera è in penombra ed è silenziosa,
tanto silenziosa che quasi posso udire i battiti del mio cuore.
Sono seduta su una sedia, un lungo abito di seta verde sulla pelle nuda,
scarpe col tacco a spillo e un foulard di seta nera appoggiato in grembo.
Ogni tanto, un po' nervosamente, guardo l'orologio che ho tolto e appoggiato
sul comodino, come mi hai detto di fare tu: "Non devi indossare
niente altro che un vestito di seta verde, lungo, con le spalline sottilissime
e una profonda scollatura e scarpe col tacco a spillo. Niente altro."
Ho girato almeno 4 negozi per trovare un abito così, ma ora eccomi,
come volevi tu: ho tolto gli orecchini, gli anelli, l'orologio e anche
il mio sottile braccialetto d'oro bianco che porto sempre al polso destro,
con l'orologio.
Eccomi qua ad aspettarti: so che a minuti arriverai.
Sono le dieci precise e infatti sei qui, davanti a me.
"Non alzarti, stai seduta."
Ti chini a baciarmi e mi sorridi, mentre ti vedo appoggiare sul letto
un sacchettino di seta rossa.
"Ciao, bellissima mia regina. Come stai? Sei un amore: hai fatto
proprio tutto come ti avevo chiesto. Brava. Ti premierò."
Come è calda e dolce la tua voce, avvolgente e sensuale. Come
è sensuale il tocco leggero della tua mano che si appoggia sul
mio viso, lo sospinge appena all'indietro, il tuo dito che dalla fronte
scende a disegnarmi il profilo del naso, poi il mento, la gola e scivola
nella scollatura del vestito..
Non posso, non posso avere già così tanta voglia di te,
non posso, non posso, non posso!
La tua voce come una lievissima carezza si stende sulla mia pelle, già
un po' velata di sudore: "Piccola stella, mia bella troiettina,
cagnolina fedele .. ora ti lasci bendare e legare, perchè a me,
al tuo Padrone, ora piace così!"
Subito, istantaneo, un lampo di paura mi perfora: è una paura
stupida, insensata, senza ragione, lo so... ma ogni volta ritorna, ogni
volta che tu mi leghi si impossessa di me, ogni volta sottile e inquietante.
E' una paura odiosa della quale ho vergogna, che mi fa sentire sciocca
e quasi indegna di te, una paura della quale non ti ho mai parlato nè
mai ti parlerò.
"Allarga le gambe, di più, ma non capisci stupida cagnolina,
schiava, divarica le ginocchia, muoviti."
Ora la tua voce risuona nell'aria, secca e dura, mi colpisce come una
fucilata, mi fa più male di uno schiaffo in pieno viso.
"Ecco, mio Padrone, ecco, lo faccio, lo sto facendo.. più
di così non ci riesco..."
"Non ci riesci? Faccio finta di non aver sentito: tu sei mia, non
puoi non riuscire a fare qualcosa per me!"
Sento la tua mano che mi accarezza la caviglia, prima con il dorso,
poi con il palmo. La sento calda e morbida risalire lungo la gamba e
poi la coscia. Sento che alzi il vestito e me lo arrotoli con delicatezza
attorno ai fianchi. "Ma lo sai che sei stupenda, così? sei
un raggio di sole nel buio di questa stanza ..
è come se tu fossi in vetrina, esposta per me, solo per me.."
La punta della tua lingua si infila improvvisa dentro di me, sottile
e sinuosa, la sento guizzare ed entrare sempre più in fondo.
E' come se danzasse, delicata e violenta, ad un ritmo sempre più
veloce. Istintivamente muovo i fianchi, ondeggio con il bacino per venirti
incontro e offrirmi a te, eccitata e persa, stordita, annebbiata, percorsa
da mille brividi gelati e bollenti.
"Stai ferma! Non ti ho dato il permesso di muoverti! schiavetta..
non vali niente.. Puoi solo dirmi quanto ti piace ..dimmi quanto ti
piace essere leccata dal tuo Padrone."
"Non conosco parole adatte per dirvelo, mio Padrone." ti rispondo
con voce incerta, quasi tremante: il tuo rimprovero mi ha ferita.
"E non venire, non puoi, non ancora. Lo sai che le schiave non
possono godere quando vogliono, ma solo quando il loro Padrone glielo
permette? Lo ricordi, vero?"
Di nuovo la dolcissima tortura riprende: di nuovo la tua lingua danza
dentro di me, mi bagna e mi asciuga senza sosta, le tue labbra cercano
il mio clitoride, i tuoi denti lo mordono, delicatissimi, soavissimi.
E' così difficile restare ferma, combattuta tra il desiderio
di allargare le gambe ancora, il più possibile e quello invece
di chiuderle, di serrare le ginocchia e di porre fine a questo tormento
assolutamente divino, a questo incubo erotico.
E' così difficile arginare questa cascata di piacere che sento
sul punto di travolgermi, questo vulcano che sento sul punto di eruttare
tra le cosce.
Ma non posso, devo resistere, aspettare, so che tu vuoi così.
E improvvisamente ti stacchi da me, mi sleghi, mi togli il foulard dagli
occhi. "Alzati, togliti il vestito e sdraiati sul letto. Sei stata
ubbidiente e ti meriti un premio.. ho una sorpresa per te."
Capovolgi sul letto quel sacchetto di seta che mi aveva incuriosita
prima: ne esce, quasi rimbalzando, quella che sembra una collana con
delle grosse perle di colore beige.
"Sembra una collana, ma ..cosa è?"
Senza rispondere, la sollevi e me la mostri: è una sottile cordicella
bianca, molto morbida e scivolosa. Porta infilate, a distanza di pochi
cm. l'una dall'altra, 5 biglie rotonde, della grandezza di una piccola
noce e termina con un anello.
Mi allarghi di più le gambe e incominci a infilarmi la prima
biglia, dall'estremità opposta a quella con l'anello. E' una
sensazione strana, mai provata quella che ora mi si diffonde per tutto
il corpo: sento la biglia accarezzarmi, sfiorare il clitoride ed entrare
dentro di me, farsi strada, corpo estraneo e parte di me al tempo stesso,
bagnarsi e farmi bagnare, inoltrarsi in un tunnel le cui pareti trasudano
desiderio.
Ti guardo sospingere dolcemente una biglia dopo l'altra, mentre la tua
voce, bassa e calma, mi circonda e quasi mi isola dal mondo esterno.
Sono sconvolta: ad ogni biglia che sento entrare è come se mi
colpisse una freccia di fuoco e a tratti ho quasi l'impressione fisica
di annegare, di sprofondare sempre più in un vortice di assoluto
e purissimo piacere.
"Piccola stella, dolcissima, dolcissima cagnolina mia, mia adorata
schiava .. ti prego, ora.. ora, ti prego, ora ..."
Sì, ora. Per te.
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