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Perfezionamento
Rientrati a casa i nostri genitori non si avvidero di quanto era successo tra noi: notaro no che il clima casalingo era più disteso e che, se tanto mi da' tanto, avremmo dovuto andare più spesso in montagna. Non appena rimanevamo in casa soli Giulia ed io scaricavamo le nostre cariche ormonali..anche due volte al giorno..gli studi proseguivano ad un buon ritmo, anche perché agli esami sarebbero seguiti periodi di riposo montano.
In tutto ciò lasciò la nostra valle di lagrime una vecchia prozia, lasciando eredi noi due ed altri due cugini, Marco e Francesca, più o meno nostri coetanei, nostri concit tadini. Oltre alle eredità, un'incombenza: riattare e destinare a casa di riposo per anziani un casale in riva al mare. Ciò facemmo, con grande dovizia di mezzi, non lesinando spesa sull'enorme lascito pervenutoci. Un grande edificio a due piani, con un giardino-orto di circa tre ettari, a confine di una stradina che correva lungo una bianchissima spiaggia. Realizzammo grandi sale da comunità al piano terreno e camere doppie al primo e secondo piano. La settimana precedente la consegna della casa alla organizzazione di volontariato che la avrebbe gestita ci trasferimmo tutti e quattro per ricevere e curare l'arredamento, quando, attrezzato il piano terra, arriva rono i letti e la biancheria decidemmo che era inutile andare avanti e indietro, e fare grandi sfacchinate se si poteva dormire là. Dopo una cena in una trattoriola in riva al mare rientrammo al casale, ma…non avevano ancora portato i televisori!! Che si fa? Cosa non si fa? Trovammo delle carte:un pokerino! Ma è poi così divertente? Marco, che non aveva mai levato gli occhi dalla t-shirt di Giulia propose uno strip-poker da poveri, non essendoci altre donne che le sorelle. Le ragazze, dopo un attimo di scon certo, protestarono:..non c'era altro che loro?..erano un ripiego? Ci contentavamo de gli scarti? Francesca protestò anche che non intendeva giocare a strip col fratello e col cugino "perché, non avevi giocato tutte le sere a strip poker dai Rossì? Che sono an che loro cugini? E mi hanno detto che ti sei molto divertita? Perché non con tuo fratel lo e questi altri cugini?"In definitiva ci sedemmo a giocare: la regola era che ciascuno aveva una dote di cinque gettoni grandi, ovvero di cinquanta piccoli, del valore di un decimo dei grandi. Ogni gettone grande corrispondeva ad un capo di vestiario: pullo ver, camicia, gonna o pantaloni, reggiseno e slip, ogni due mani di gioco si sarebbero contati i gettoni: chi aveva perso un gettone o multiplo superiore a 5/10 doveva levare un capo di abbigliamento, che perdeva definitivamente. Iniziammo in allegria, con lat tine di birra gelate a portata di mano. Dopo due mani io e Francesca perdemmo i pull, le successive io i pantaloni e Marco pull e pantaloni, poi fu la volta di Francesca, gon na e Giulia il pull. Rialzammo il gioco, ed in pochi giri rimanemmo nudi io e Marco, Giulia aveva quasi tutti i gettoni davanti, ed era ancora vestita, Francesca perse il reggipetto, esibendo due meravigliose tettine a coppa, una seconda misura, con capez zolini tesi su areole strette ma prominenti..poi venne la volta degli slippini: un bel boschetto nero e folto, da guardarsi. Ci eravamo divertiti, ed eravamo molto allegri forse anche per le molte birre. Chi ci era rimasto male era Marco, che voleva vedere le tette di Giulia: le propose di spogliarsi comunque, anche per non tenere in imbaraz zo noi che eravamo nudi..Giulia si rifiutò, perché le regole del gioco vanno rispettate, Francesca le diede ragione..andammo tutti a dormire al primo piano, una doppia per Marco e Francesca, altra doppia per Giulia e me. Mentre, nudi in un sol letto, limona vamo, sentimmo voci dall'altra stanza, alquanto concitate: incuriositi passammo in silenzio nel corridoio, ad origliare quanto accadeva nella loro stanza "no, ti ripeto, non voglio..tu sei mio fratello..non voglio che mi tocchi..sei uno schifoso..porco, non mi toccare lì..smettila, maiale, non mi toccare..ho le regole..ti sporchi..non mi toccare lascia stare i capezzoli..smettila..no, lì no..ti prego..non insistere..nooo…mi fai male.. non così, a secco…mi fai male..dammelo, che lo bagno io…è bello…"come se avesse qualcosa in bocca.." bello …ora puoi, ma piano, ti prego..così, così, siii….fai piano….così..ancora, piano..ma..entra tutto, cosi! Sfondami! Fino alle palle! Cosiii….cosiiii..non venire ancora…aspettami!…bravo, così…ora..oora..vieni con me!…vengoooo! Mugolando terminarono il loro atto. Rientrammo in camera nostra, abbracciati nel nostro letto..Giulia era tutta bagnata. "Come mai non hai mai preso il mio culetto? Non ti piace? " "Lo sai che ho voluto che fossi sempre tu a chiedermi atti di sesso. Quando lo desidererai lo faremo" "senza fare tutto quel casino, ok?" Mi passò le cosce attorno ai fianchi, penetrandosi profondamente, e venne in silenzio, un lungo orgasmo, abbondante. Col dito spostai un po' della sua sborretta al perineo..all'ano, penetrandolo col pollice, e portai il mio glande ad affacciarsi sull'ano. MI spostò le cosce sulle spalle, e favorì la penetrazione dell'uccello nel culetto, mordendomi le labbra per non mugolare..poi..un sol colpo, e se lo infilò fino alle palle.."E' meraviglioso, sei meraviglioso..grazie, amore". In una buona mezzora la pompai nel culo, lentamente, mentre Giulia mi leccava il volto mormorando dolcissime espressioni, e donandomi ripetuti prolungati orgasmi. Quando arrivai, ebbe un paio di sussulti, mentre lo sfintere si contraeva: "rimani così" Ci svegliammo, il giorno dopo, perché Marco e Francesca erano entrati nella nostra camera "E bravi..vi abbiamo scoperti a pomiciare..ma non è incesto? O è solo pomice? Alzatevi, che tra poco arrivano gli arredatori." Schizzammo giù dal letto, e volammo nel bagno "Ci siamo sputtanati con quei due" "ma anche loro lo sono con noi" "si, ma se chiacchierano?" "ho capito che ti vuoi fare Francesca" " mi piace ma preferisco te" " ma se è il solo modo per zittirli"…"ho capito che ti vuoi fare Marco" "sei uno stronzo..io sono tua e voglio solo te" "Vediamo come si mettono le cose..comunque, qualsiasi cosa accada..nulla cambia tra noi..ricordati che si può fare sesso senza amo re..capitoo?". Ci dividemmo nelle varie stanze curando gli arredi: a venerdì alle 13 tutto era completato, pagammo ma comunque li pregammo di essere presenti la dome nica successiva per eventuali necessità derivanti dalle consegne. Ci ritrovammo noi quattro, stanchi morti ed affamati, su un lungo divano della reception: si va a mangia re! Francesca e Giulia si allontanarono per andare al bagno, poi, in una sola auto, an dammo alla solita trattoria. Il pranzo fu allegro ed abbondante, ricco di crostacei e di frutti di mare, innaffiato da ottimi vinelli gelati. Al ritorno Francesca sedette accanto a me davanti e dietro Marco e Giulia: non nego di aver notato con gelosia alcuni movi menti nel sedile posteriore, ma niente di esagerato, in fondo.."perché non riposiamo tutti insieme, oggi pomeriggio?" chiese Marco "perché no?, se sono finite le mestru azioni di Francesca?" disse Giulia "e senza scambiare partner? Non ci siamo mai esi biti, ma voglio provare!" "In verità solo ieri io e Marco ci siamo conosciuti..prima non ci eravamo mai amati..non so perché..perché Marco ha un uccellino che vola bene..ma non ci avevo mai pensato. Uniamo bene due letti ed andiamo sopra a riposa re" Al piano di sopra unimmo con corde tre letti, non due, e mettemmo una musichet ta da una portatile. Pretendemmo che le ragazze si esibissero in uno spogliarello, che noi maschietti gradimmo in modo particolare, perché Marco non aveva visto bene la sorella nuda, così come non la avevo vista bene io, e Giulia per lui era una assoluta novità: i nostri cazzi erano in tiro, e bene armati, più o meno delle stesse dimensioni: più lungo quello di Marco, più grosso il mio…Le ragazze ci guardarono con desiderio "non ce la faccio più" Francesca si avventò sul fratello,baciandolo in bocca e slinguan dogli il volto "quanto sei boono" e, rivoltandolo a pancia in giù lo leccò dalla schiena al culo e. rialzatolo leggermente, alle palle, che mordicchiava dolcemente, rivoltando lo ancora gli leccò l'asta, scappellandone il glande, alternando alla lingua mille morsi cini prima di imboccarlo, Si dispose a sessantanove, e continuarono mugolando e grugnendo il loro antipasto per la successiva scopata. Francesca venne urlando un paio di volte, mentre Marco non accennava a smettere di succhiarle la fica..ed infine, rivoltando supina la sorella la penetrò, selvaggiamente, mentre lei urlava il suo godi mento "sfondami, sono tua, sono tua, godi di me, godii, godimi dentro, voglio senti re il tuo seme..godi! vieni! Ora! Con meee. Siii..oraaa"Un meraviglioso spettacolo per noi, ad un lato del letto
Guido
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