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Giulia, mia madre


Giugno. Mio padre è partito da un mese, non ne sentiamo la mancanza. Io e mia madre passiamo sempre più tempo assieme. Prima ero sempre al bar con gli amici, magari a guardare la ragazza nuova di Bobo.
("Azzo, visto che tette che ha? Che dici, gliela dà? E una che la dà secondo te?")
Adesso al bar ci vado meno, sarà perché non mi va di lasciare sola mia madre a casa, sarà perché non sopporto gli sfottò degli amici. Cazzo, solo perché quando siamo andati a puttane non ho voluto "consumare" mica vuol dire che sono frocio.. E poi.. Ma con quella vecchia? Avrà avuto 40 anni, pareva mia madre.. Beh, oddio, mia madre forse è un po' meglio ,almeno non si trucca da battona.
Con mamma parliamo di tutto, quello che non sopporto è quando mi chiede "Allora ste ragazze? Quand'è che me ne porti una a casa? Alla tua età !! Un così bel ragazzo".
"Cazzo mamma !! Quando mi andrà di farmi la ragazza me la farò. E te la farò conoscere!!"
Ma porca miseria, sta a vedere che pure mia mamma mi prende per frocio.. Uniche serate fuori quelle in palestra, un paio di volte alla settimana Belle le arti marziali, frequento il dojo da quando avevo 8 anni, la cintura marrone "vera" è quasi a portata di mano, devo solo imparare ad essere più cattivo, mi dice sempre l'istruttore.
"La tecnica ce l'hai, ti manca il killer istinct.."
Eh, come se fosse facile essere cattivi..

Mamma comunque è triste e si vede. Non credo gli manchi papà. E' solo che probabilmente si sente sola, vabbè parlare col figlio ma un uomo credo gli manchi.

Luglio.

Mamma è triste, si vede. Amiche ne ha sempre avute pochissime, quasi tutte al paese,e quelle poche che ha in città adesso sono al mare. Si sta un po' lasciando andare, purtroppo. Sempre in giro in vestaglia, magari nemmeno allacciata bene, con la scollatura della sottoveste che sporge, trucco zero.
Mi sa che non mette manco più il reggiseno, un paio di volte mi è sembrato di vederle una tetta libera mentre si piegava davanti a me. Vabbè, lo so che non si dovrebbe guardare la scollatura della propria mamma ma è un riflesso condizionato, l'occhio mi ci casca sempre, anche su quelle delle vecchie di 60 ..

Al bar non ci vado più, ma qualche mattinata la passo in piscina. Mia madre non vuole venirci, dice che si sente a disagio in mezzo a quei ragazzi.
"Marco, ma mi ci vedi in bikini in mezzo alle ragazzette? Guarda che ormai la cellulite avanza ! Ne ho 40 !
E poi quelle smagliature che mi hai fatto sulla pancia quando sei nato.. No, vai tu, caro, io al massimo mi metto sul balcone"

Metà luglio.

Mamma sembra avere passato la fase "critica". Ora è più allegra, non gira più in vestaglia.
Ha ricominciato a truccarsi, il reggiseno c'è, l'ho vista un giorno mentre si spogliava in camera.
Lei ha visto che la guardavo "Marco!!! Chiudi la porta!!! Adesso ti metti a guardare una vecchia in mutande?".
Rideva, ma ha chiuso la porta.
Però. Male non era tutto sommato, non l'avevo mai vista con la biancheria intima, era quasi sexy con tutto quel pizzo nero e le autoreggenti

Fine luglio.

Disastro !! Questa è da raccontare. Giornata afosa come poche, via in piscina, mia madre che mi allunga 20 euro extra "Divertiti, ci vediamo stasera" E invece a metà strada buco il motorino. Gomma a terra, lo spingo fino a casa e lo parcheggio.
Salgo per prendere il necessario per aggiustare la gomma. Entro e sento delle voci. "Azz.. E' tornato papà !" Passo davanti alla camera dei miei, sento dei rumori, apro la porta. Tremendo!! Mia madre con le gambe a cavalcioni della faccia di un tizio e con la bocca sul suo affare. Le tette che le pendono come ad una mucca, un "69" da rivista porno, ce l'ha tutto in bocca..
"E quello chi cazzo è?", non mi hanno ancora visto, guardo sulla seggiola, la borsa della posta!!
Agisco d'impulso, non so manco io che cazzo faccio, vado in camera, ne esco con la digitale in mano.
Spalanco la porta della camera.. Flash, flash, flash.. Nella terza foto mia madre ha gli occhi aperti, spalancati verso l'obiettivo, il cazzo fra le mani, lui alza la testa dal "fiero pasto" della figa di mia madre e guarda cosa succede. Scappo con la macchina fotografica in camera, il PC è acceso, scarico le foto sull'hard disk
"MARCOOOOO!!! NOOO!!!", l'urlo di mia madre.
"Ma chi cazzo era?? Tuo marito?",che voce da cafone, un burino rifatto Ritorno verso la camera dei miei, ora sono freddo, tutto in un botto sono diventato freddissimo, ho le mani che tremano ma dentro sono un iceberg.
"Adesso fila, stronzo!! Fuori !!"
Il postale si sta rivestendo, mi guarda, è alto come me, ma è maledettamente più grosso di me, un 90 kg circa.
"Aho', ragazzì.. Ma che cazzo vuoi? Damme un po' quella machina" Machina, con una c, ha detto, un burino rifatto..
"Fila , fuori da questa casa se no ti rompo", le mani ora non mi tremano, ho il sangue agli occhi
"Anvedi sto pischello.. Aho', che te metti a fà? Er difensore della mamma? Eddai, pe' na scopata.."
Ride, lo stronzo, gli sputo in faccia deciso.
Il suo cazzotto è veloce, mira alla mascella quello stronzo, ma non sa con chi ha a che fare.
Bello l'aikido, artistico ed elegante in certo movimenti, parata con una mano, afferro il polso e lo torco, lui piega il torso in avanti stupefatto, calcio secco dal basso verso l'alto, il naso che si rompe e comincia a sanguinare..

"MARCO !! NOO!!", mia madre piange."Sergio, lascialo stare, è piccolo.."
"E statte zitta, mignotta!! Anvedi sto stronzo, m'ha rotto er naso..Mo' te gonfio.." Incassa bene il burino, pensavo di averlo sistemato. Riparte col destro. Belle le arti marziali, servono in certi casi. Altra parata col sinistro e il plesso solare che non oppone resistenza al mio destro.
Il burino boccheggia e mette giù il ginocchio Gomitata dall'alto sulla nuca e il burino è KO.
Azzo, non è poi così difficile essere cattivi..
Mia madre mi guarda allibita dal letto mentre piange e si copre il corpo nudo con parte del lenzuolo.
"Copriti mamma, ti si vedono le tette !", le ordino, secco e sprezzante come se parlassi ad una puttana.
Lei si alza col lenzuolo addosso, si piega sul burino "Sergio "! Sergiooo!".
Il burino si alza borbottando, il sangue gli cola dal naso e fa pozzanghera sul parquet.
"Ma che cazzo vuoi? Brutta stronza! Ma tu vedi 'sta mignotta, ma che cazzo vuoi?"
Mia madre non è veloce come me, il manrovescio la butta all'aria, resta lì sul letto con le gambe aperte,la figa di fuori e le tette sotto le braccia che coprono la faccia piangente.
Non ci vedo più, giù a terra, stavolta spazzata circolare, il calcio alla caviglia lo fa cadere pesantemente,sono in aria come un gatto, il calcio ai testicoli lo fa piegare in due, il secondo lo trova senza fiato, le costole le martello a pedate, finisco di rompergli il naso con un calcagno.

Prendo mia madre, la sollevo inerte e la porto verso il bagno, non ha nulla indosso, piange senza vergogna, nuda fra le mie braccia, si stringe al mio collo e singhiozza..
La metto in piedi davanti al lavandino "Lavati e ricomponiti, parliamo dopo".
Torno in camera, il burino si sta alzando, lo afferro per il bavero e gli facilito l'operazione.
"Adesso ascoltami. Tu in questa casa non ci metti più piede chiaro? Altrimenti ti sfascio del tutto"
Lui bofonchia "Ma che cazzo vuoi da me?", gli afferro la mano e gliela torco all'indietro, vedo una fede.
"AH !! Sei pure sposato? Beh, vuoi che faccia arrivare le foto a tua moglie?"
E' grande e grosso. E spaventato. "Vabbè, vabbè, ok.. Non ci vengo più, va bene.."
Lo butto fuori di casa senza complimenti, gli tiro dietro camicia e borsa della posta, un calcio nel culo come addio. Vado al frigo, l'adrenalina mi fa tremare tutto, sono una corda di violino, se qualcuno mi toccasse la spalla lo ammazzerei.. Bevo una birra gelata, poi la seconda, la testa gira un po', mi calmo. Torno in bagno, mia madre non c'è. Provo la porta della sua camera, chiusa..
"Apri mamma!! Mamma, apri !!"
"Marco, vai via per favore, vattene, lasciami sola", painge da dietro la porta.
Mi siedo, respiro profondo, cerco di calmarmi.. Rifletti Marco, rifletti.. Cazzo, ha un amante e allora? Tuo padre la trascura, lei è ancora giovane e anche carina, cosa doveva fare?
Cavolo, per la prima volta mi sorprendo a pensare che mia madre tutto sommato non sia ancora vecchia.
Visualizzo quello che ho visto, mia madre con quel cazzo in bocca, nuda, poi la sberla che la butta per aria, la fica ben esposta
Cavolo, mia madre !! Però, aveva una fica niente male a ripensarci. Marco!! Che cazzo pensi !!!
Mi butto sulla bottiglia del whisky, bevo direttamente dalla bottiglia, ho voglia di ubriacarmi.
Non ci metto molto

II

Riaprii gli occhi lentamente, Dio che mal di testa !!!
La bottiglia vuota mi guardava dal tavolino davanti al divano, mia madre invece mi guardava dalla poltrona.
"Come stai ?", mi disse
"Male, porca miseria.. Ho la testa che gira, una madre che fa i pompini ai postini, come devo stare???"
Abbassò gli occhi, l'avevo ferita. "Marco...."
"Marco tu non sai, non capisci"
"Cosa c'è da capire? Che avevi un cazzo in bocca? Che quello stronzo ti stava leccando la figa??", urlai..
Mia madre sbottò a piangere a testa china, la coda dei capelli le scivolo oltre le spalle.
"Avanti!! Che hai da dire? Da quando te la fai col primo che capita?" "Mai, Marco, mai... E' stata la prima volta, giuro, lo giuro sulla nonna", quando giurava sulla nonna c'era da crederle.
Ora mi guardava, era il ritratto della colpa e della disperazione, cercava comprensione prima che aiuto.
Mi alzai barcollando.
"Cazzo mamma !! Ma perchè? PERCHE'?"
"Marco, mi sentivo sola..Lui mi ha fatto sentire bella, mi faceva la corte da un po'..", riabbassò la testa e il tono di voce, continuava a piangere.
" E oggi .. Oggi ho ceduto..", proseguì con tono colpevole. "Cazzo, mamma!! Ma ci sei andata a letto !!! Ma ti tirava tanto ? Non potevi arrangiarti da sola?"
"Marco, non ti permetto!!!"
"Non mi permetti COSA ???? Tu ti permetti tutto e io non posso permettermi di dirti che non dovevi farlo?"
"Marco, Marco, Marco..", singhiozzava.
"Ma cosa credi, Marco, che io non sia più una donna? Lo sono Marco!!", alzò la testa quasi in segno di sfida.
"Guardami, ho quasi 40 anni ! Ma non sono una vecchia, Marco. Anche se non ho più il corpo di una volta ho ancora delle esigenze !!"
"Cazzo, mamma, te l'ho detto ! Potevi arrangiarti..", mi sembrava brutto quello che stavo dicendo, consigliare a mia madre di masturbarsi, la testa girava, non controllavo nemmeno più le parole.. "MARCO !!! L'ho fatto !!! Non sai quante volte.. Ma lo sai da quanto tempo non facevo l'amore? Tre mesi !! Tre mesi che tuo padre non mi tocca più... Come se fossi un cesso", e giù singhiozzi.
Cavolo, a questo non avevo pensato, continuavo a vedere mia madre come una donna asessuata, senza necessità di quel tipo E invece no, povera crista. E mio padre che non la scopava più.. Bella casa, il padre non scopa, la madre non scopa, il figlio non ha mai scopato..
"Marco.. Io avevo bisogno di un uomo, non sai quanto sia bello e importante sentirsi ammirate,corteggiate, desiderate. Non è solo l'atto fisico che mi mancava, mi mancava anche tutto il resto", si asciugò gli occhi.
"Ma che te lo vengo a dire a fare? Sei un ragazzino, non puoi capire" Mi incazzai, anche trattato da ragazzino..
"Ragazzino COSA???? Adesso sono un ragazzino?Fino a ieri che bell'ometto di qua, che bell'ometto di là.. E adesso sono un RAGAZZINO?".
Me ne andai dal salotto sbattendo la porta e mi rifugiai in camera, il letto mi accolse per smaltire i postumi della sbronza.

Dormii un'eternità, quando mi svegliai mia madre non c'era. In cucina un piatto di riso freddo, la frutta e il pane. Un biglietto diceva "Esco, vado a prendere aria"
Guardai l'ora, erano quasi le 14, la luce da fuori era strana, non c'era più il sole, la giornata si era guastata.
Tornai in camera, accesi il PC, poi vidi la macchina digitale sulla scrivania e mi ricordai delle foto
Aprii i file, li guardai allibito. Mia madre con le tette in discesa , con quel cazzo tutto fra le labbra,
mia madre che lo sfila dalla bocca, mia madre che guarda l'obiettivo, il burino che le lecca la vulva..
Mi ritrovai ad armeggiare sulle foto, ingrandimenti da tutte le parti. Osservavo il corpo di mia madre in tutti i particolari, le tette, i capezzoli duri, la curva del sedere.
"Peccato, non si vede la figa, avrebbe dovuto essere girata dall'altra", mi ritrovai a pensare.
Le tette che pendevano ora occupavano lo schermo, mi ritrovai a tastare il mio affare quasi come fosse un'abitudine ( e lo era), era duro. Montaggio delle foto, in sequenza, ecco qua una bella GIF animata, mia madre che fa un pompino.
Tempo di refresh più veloce, pompino frenetico, refresh più lento, pompino malizioso.
La scena era troppo sexy, mi ritrovai di nuovo l'affare per le mani e cominciai ad accarezzarlo E mia madre sullo schermo continuava quell'osceno pompino, la carezza si trasformò in una masturbazione veloce e selvaggia, in piedi davanti al monitor.. Lo schizzo imbrattò lo schermo mentre urlavo" Succhiamelo !"
Fu in quel momento che sentii aprire la porta, mi girai col coso in mano e i pantaloni aperti, era mia madre, rientrata in silenzio . Lei guardò me, poi vide lo schermo con il pompino che continuava all'infinito.
Si avvicinò e mi diede una sberla mentre riallacciavo i pantaloni Secca, violenta, cattiva. Ma non così cattiva come quella che le rifilai un secondo dopo
"NON MI TOCCARE !! NON MI DEVI TOCCARE!!!", le urlai, e al diavolo i vicini. Inciampò, cadde, la tirai su di peso, la afferrai per le spalle e la scrollai come una delle sue bambole. "NON FARLO MAI PIU' !! MAI PIU', CHIARO??"
Le diedi una spinta, cadde sul letto senza forza, ancora piangente (ma quanto cavolo piange una madre che piange?). La gonna le si era alzata del tutto, ora si vedeva tutto quello che si poteva vedere, le mutandine di pizzo, le autoreggenti nere.
"Guardati !! Sei conciata come una puttana!! Ma non ti vergogni?" Piangeva...Aveva la guancia rossa dove l'avevo colpita e un segno sotto l'occhio, dove forse l'aveva beccata il burino col manrovescio.
Uscii dalla camera lasciandola sul letto a inzupparlo, andai in camera dei miei, aprii il comò, frugai tra la sua biancheria, ne estrassi un completino in cotone bianco, tornai in camera.
Era ancora lì, cosce al vento, con le sue calze da mignotta e le mutandine di pizzo nero, la tirai su "Ora togliti quella roba !"
Mi guardò con un'espressione strana, come se non avesse capito. "Ti devi togliere quella roba da puttana, ti devi mettere queste !" e le diedi mutande e reggiseno da educanda.
" Va bene, Marco, come vuoi", prese la biancheria e fece per uscire. "NO !! Tu te le cambi ora ! QUI !!".
Non parlò, la mascella sembrava disarticolata per quanto pendeva in una O incredibile.
"Marco ma che dici?"
"Mamma, toglitele QUI !! Oppure te le tolgo io !! E guarda che lo faccio !!"
Dovevo essere spettacolarmente minaccioso perché lei mi guardava visibilmente impaurita.
"Marco, ma non posso.. Non puoi chiedermi questo...", l'espressione era sempre più allibita.
"Non posso? Io posso quel che voglio !! Toglitele qui, ora, davanti a me. SUBITO !!"
Mi si buttò addosso tempestandomi di quel che lei credeva fossero pugni e che io non sentivo nemmeno. "Vigliacco !! Schifoso !! Maiale !!!"
La abbracciai stretta, facendo passare le braccia sopra le sue, immobilizzandola.
Ora avevo gli occhi puntati nei suoi "TOGLITELE !! Non voglio che mia madre si vesta da troia" "NO !!", il suo tono era di sfida, la sua voce era una sfida. Cercò inutilmente di alzare un ginocchio per colpirmi al basso ventre ma era troppo vicina e poi avevo le gambe chiuse. Allungai veloce una mano verso il basso, alzai l'orlo della gonna completamente, infilai le dita sotto il bordo delle mutandine e comincia a tirare verso il basso "NO MARCO !! NOOOO TI PREGOOO NOOO !!! PERCHE' MI FAI QUESTO?", altre lacrime, altri singhiozzi, aveva appoggiato la testa sul mio petto e non si dibatteva nemmeno più.
"Te le togli o no?", voce severa, cattiva.
"Va bene, Marco, mi cambio..", si arrese.
La lasciai andare e mi misi fra lei e la porta, bloccandole ogni via di fuga.
"Avanti !! Toglile.."
"Girati, Marco, così non posso.."
"Come non puoi? Puoi, puoi.. Guarda che ti ho già visto nuda oggi. O non ricordi? Ti ho visto anche succhiare un cazzo e adesso ti vergogni?"
Cavolo, non è difficile essere cattivi, si impara presto. Mi guardò come per valutarmi, forse voleva capire se e quanto io fossi deciso.
Poi prese un'aria quasi di sfida.
"Va bene, vuoi che mi tolga le mutande? Ecco.."
Si alzò la gonna e le sfilò lentamente, ma avendo cura di non farmi vedere nulla mentre scendevano, facendo scendere l'orlo della gonna mentre se ne liberava.
Le tesi le mutandine bianche, le prese, si chinò, infilò le gambe e le tirò su piano piano sotto la gonna. Alla fine alzò la gonna completamente per farmi vedere il risulatto. "Contento? Adesso hai visto tua madre in mutande . E adesso? Posso andare?", ancora aria di sfida. Le tesi il reggiseno senza parlare.
"Devo mettermelo adesso?". Annuii senza parlare.
"No, Marco, dai, girati.. per favore.."
"Mettilo !!"
Aveva un'aria indispettita ma allo stesso tempo rassegnata. Si sbottonò la camicetta, la sfilò.
Bella, era bella, non una maggiorata ma bella in quel momento. Con le coppe nere piene e non imbottite, il seno che spingeva verso l'esterno quasi fosse prigioniero.
Si girò. "Aiutami, slacciami", voce neutra, assente. Mi avvicinai, esaminai i gancetti, poi mi fermai. "No, vattene ora. VATTENE !!".
La spinsi fuori dalla stanza così, a torso quasi nudo.
Mi ributtai sul letto, stavolta a piangere ero io.

 
 
 
I diritti dei racconti appartengono esclusivamente agli autori.

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