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La finestra di fronte


Abitavo in quel palazzo della precollina torinese da tre anni, quando la vidi per la prima volta.

Lei era giovane, ma sicuramente più anziana di me. Io infatti avevo 24 anni, lei doveva aver superato la trentina anche se non di molto.

Mi divertiva guardarla. In linea d'aria tra casa sua e casa mia c'erano poco più di trenta metri. Purtroppo la ringhiera del suo balcone era coperta, e così non potevo mai gustarmi il suo sedere o le sue gambe, dovendomi accontentare del solo piccolo seno che spuntava dalle magliette bianche che usava mettere d'estate.

Io credevo che lei neppure mi avesse notato, visto che io la osservavo con attenzione e lei era sempre impegnata con il suo sguardo altrove.

Poi un pomeriggio commisi un errore, che però cambiò la mia vita.
La mia postazione PC, che è anche la mia postazione di lavoro, si trova proprio di fronte al suo balcone. Generalmente la porta della mia stanza era resa invisibile da una tenda, cosa che mi consentiva di farmi gli affari miei senza che nessuno mi guardasse.
Bene, ero intento a masturbarmi davanti ad un sito di racconti erotici, quando, per caso, mi accorsi che la tenda era scostata e che LEI stava lì a guardare sbalordita il ragazzo di fronte con il cazzo in mano che se lo menava allegramente. Mi fermai, anch'io sconvolto, e la guardai. Lei fuggì dentro, ed io ero tutto rosso e spaventato, oltre che eccitatissimo.
Avevo paura che lei chiamasse la polizia, o che aspettasse il momento opportuno per comunicare la mia maialaggine ai miei genitori.
E poi squillò il telefono. Uno squillo. Due squilli. Tre squilli. Decisi di rispondere.

- Pronto?
- Pronto. Senta, lei sa bene chi sono io. QUello che ho visto è davvero scandaloso. Ma non si vergogna, alla sua età? E non potrebbe almeno avere la decenza di chiudere la finestra?
- Mi mi mi scu scusi. Io...non...sapevo...
- Vebbè, quello che deve dire me lo dirà tra poco, perchè ho intenzione di salire su da lei per spiegarle come intendo procedere...
- In che senso?
- Nel senso che questa cosa avrà delle conseguenze! Io ho una bambina piccola, e l'idea che ci sia un porco a pochi metri da lei mi fa star male!

Detto fatto. Dopo pochi minuti suonò il citofono. Stavo tremando dalla paura. Temevo lo scandalo. Non badai neppure a cancellare dallo schermo del PC le foto porno che avevo aperto. Lei entrò, e mi inebriò con il suo profumo, intenso.
-Buongiorno.
- Buongiorno
RIsposi io.
- Dunque, mi faccia un po' vedere la sua stanza. Voglio capire cosa lei può vedere di casa mia.
Mi vergognai non appena entrò e vide lo shermo del PC.
- AH, ma non ha neppure la decenza di cancellare queste oscenità?
Io non riuscii a dire nulla. Stavo sprofondando.
Ma con mia enorme sorpresa, lei si sedette sulla mia scrivania ed accavallò le gambe. Chiuse le finestre di Internet e spense il PC.
Si tolse la maglietta bianca e disse: - E' meglio se inizi a usare il tuo cazzo come si deve fare, altrimenti ti farai venire i calli!
Io rimasi di sasso. Ma d'istinto mi avvicinai alle sue tette. Lei, seduta, io, in piedi. Mi sbottonò i pantaloni e mi tirò fuori il cazzo, che era già bello duro. Me lo leccò con circospezione. Girava con la sua lingua sulla mia cappella, e poi affondò, prendendolo tutto in bocca.

Nel frattempo io continuavo a toccarle le tette. Poi mi allontanò con una spinta, si alzò e si buttò sul letto. Si alzò la gonna, si abbassò le mutandine di pizzo bianche (proprio l'oggetto delle mie pià oscene fantasie), e mi disse, mettendosi a pecorina: "Sbattimelo dentro, così, senza preliminari!"
Mi sembrò un ordine al quale non potevo proprio disobbedire. Mi appoggiai con le ginocchia sul bordo del letto, e avvicinai il cazzo alla sua figa, già bagnata. Feci qualche tentativo andando a vuoto (era oltre un anno che non scopavo...) poi lei con una mano agevolò l'operazione. La scopai con delicatezza, perchè comunque non avevo ancora perso la paura di poco prima. Ma lei urlò: "Dai, con forza! Come una puttana!"
Io mi eccitai ancora di più e iniziai a pompare con foga. FIno al momento in cui le sborrai senza problemi in figa. Poco prima che venissi, lei mi urlò: "Dai, vieni pure dentro, prendola pillola!". Così non mi feci scrupoli.

Mi buttai, stanco e tramortito, sul letto, di fianco a lei. Lei dopo pochi minuti, mi prese il cazzo in mano e mi disse: "Beh, che fai, sei stanco? Pensi che questa sia una punizione adeguata? per quello che hai fatto?" Ed estrasse dalla sua borsetta un vibratore. Era di metallo, liscio, e non molto spesso. Pensai che volesse che la penetrassi con il cazzo finto, magari nel culo... invece lei tirò fuori un barattolino di una sostanza umida e unta, la spalmò sul coso e sulle mani. Poi mi disse: "Avanti, scopami ancora!"
E io, ignaro di cosa mi aspettasse, mi accomodai su di lei. Ma capii ben presto cosa lei volesse fare di quel vibratore.
Dopo poche pompate, mi accorsi che le sue dita stavano trafficando con il mio ano. Prima una, poi due, poi tre e,infine, il vibratore. Un misto tra dolore e goduria mai provata si abbattè su di me, ed io venni violentemente, nel più intenso orgasmo della mia vita.
- E bravo il mio finocchietto! Ti piace prenderlo in culo, eh?
Disse lei sorridendo. Io non riuscivo neppure a parlare. Quella giornata fu tropop sconvolgente per poter aggiungere qualcosa. Lei, rivestendosi, disse solo: " Mi raccomando, domani, alla stessa ora."
Ed uscì da casa mia.

Di: Ramo83

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