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In ascensore con uno sconosciuto
Quando Elena sale nell'ascensore neanche fa caso a chi già lo occupa. Come
consuetudine si volta per avere di fronte a se porta e tastiera, il
pianoterra è già richiesto, quindi non deve fare altro che aspettare. Se
alle nove di sera Elena esce di casa è per fare casino, quindi tirata a
spigolo vivo, con un vestito a spacco lungo che renderebbe sensuale anche
Rosy Bindi. A ventitré anni poi, a meno di una deformazione, si possiede
(ovviamente) un corpo statuario che Elena non manca di rimirare nello
specchio di fianco a se. Dimentica del copasseggero si aggiusta la
scollatura pensando ad un annoso quesito: manganello bianco o manganello
moro? Deve averlo pensato con troppa enfasi, perché d'improvviso due mani
color dell'ebano la avvolgono, un attimo prima di urlare decide per il
manganello moro, che fra l'altro preme sulle sue natiche. Elena non si volta
a guardare il polipo, ma solo le due mani sparire dentro il suo vestito, che
quindi può solo sentire mentre accarezza la sua passerina una, e strapazza
un seno l'altra. La mano di giù si ferma un attimo, una voce sussurra "è
tutta bagnata signorina", lei nota che sono già stati fatti tre piani su
diciotto e risponde "saltiamo i preliminari..." Le due mani lasciano lei per
slacciare una cintura nel tempo che lei ci mette ad appoggiare la borsetta,
infilarci le mutandine, alzarsi la gonna ed appoggiasi al muro. Neanche vede
il volto di chi la prende per le natiche, fissa il trave che si dirige verso
di lei, più lungo di lei. "Mi farà male" pensa, ma non c'è tempo per
protestare, una fitta lussuriosa la percorre dall'asta che la frigge
dall'interno, in basso, all'anguilla estranea che le guizza in bocca "Mi
farà bene" pensa. Tutto si svolge in silenzio, il grosso ascensore non
trattiene i rumori, ma lei in compenso ottiene un orgasmo piuttosto
rumoroso, passato il quale guarda il numero "due" cambiare in "uno". "Fai in
fretta..." dice lei, e si apre il rubinetto dell'acqua calda. Sembra
un'eternità quando i suoi piedi ritoccano terra, il vestito ricade a
coprire la mancanza di biancheria e si rimette in ordine. Ma nota che una
bianca goccia esce dal legno non più legnoso, allora con mossa fulminea si
china a succhiare letteralmente e potentemente il membro, onde evitare
tracce. Già una "T" appare sulla pulsantiera quando lei ingoia il
salato antipasto di serata, una cerniera si richiude mentre lei si riassetta
la balconata, dlin. Elena vorrebbe finalmente guardare in volto il suo
benefattore, ma sia aprono le porte e lei deve salutare le sue squillanti
amiche. Esce, saluta e cerca ancora il suo copasseggero, che però esce dalla
porta dell'edificio e, nero lui come il paesaggio notturno, sparisce.
Oppure:
Denis è poco che lavora per un corriere, sarà un mese, ma già diffida e nel
contempo invidia le storie di suoi colleghi che giurano aver scopato
segretarie facili. Lo pensa in quell'intrico di uffici in cui passano corpi
sinuosi e sorridenti che gli indicano la via per l'avvocato Bortolani
Jessica. Quando entra nell'ufficio c'è solo una donna che rovista in uno
schedario. Deve essere l'avvocatessa per quanto la minigonna non si addica
al ruolo. Denis appoggia il pacco sulla scrivania, l'aggira e si dirige
verso la signora,che non vede in volto data la spumosa chioma rossa. Lei
neanche si volta nel prendere la bolla, che però per firmare deve appoggiare
sullo schedario e per appoggiarsi allo schedario deve alzarsi e chinarsi, ma
a gambe dritte. È in quell'istante che a Denis vengono le palpitazioni in
quanto in cima al chilometrico complesso tacchispillo-gambe non c'è
biancheria, e capisce tutto. O pensa di capirlo, non fa differenza, lui si
slaccia i pantaloni "Signora, mi spiace ma ho deciso che me la trombo."
"COSA FAI?!?"
Lui non lascia tempo per altre reazioni, alza la moltominigonna e infilza
l'avvocato.
"Lo sai... di chi è... la figa... che stai... scopaaaaa...ndo?"
"Di tanti... direi... Mi fermo?"
"Ormaiii... si, siii, cioè no contiiiiii... nua!
Il sisma è i gridolini di sicuro si propagano per tutto il piano, ma questo
non è un problema loro, pare.
"Vengo" dice lei, "Veeengo"
"Anch'iooo, dove?"
"Hai malattie straaaaa...?"
"No..."
"Allora anche dentro dove sei"
È allora che una segretaria troppo zelante decide di accertarsi delle
condizioni dell'avvocato. Ma quando apre la porta del suo ufficio, il
corriere sta già uscendo, lo saluta e lo vede sparire nei corridoi.
"Jessica tutto bene?"
E l'avvocato, comodamente nella sua poltrona" Parecchio bene"
Iguans (Experimental)
Racconto tratto da it.sesso.racconti
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