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il diario di Tiziana
 
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IO e mia sorella


Trascorrevamo la stagione estiva alla nostra villa al mare, che era disposta in maniera assulutamente non regolare, tant'è che la stanza mia e di mia sorella era su al primo piano accanto a quella degli ospiti, di un bagno e di una piccola mansarda. A piano terra invece c'erano la camera dei miei genitori, degli altri due fratelli, la cucina e il salotto, insieme a vari disimpegni che limitavano in qualche modo la zona giorno da quella notte. All'epoca mia sorella aveva 18 anni, alta 170 cm, snella, una buona terza di seno con le gambe affusolate. Più di una volta avevo sognato di farci l'amore ma mai avevo avuto il coraggio di farlo. Una notte, abbastanza calda, eravamo entrambi svegli per il calore, lei mi chiese se, visto che normalmente dormiva con la magliettina e gli slip, senza reggiseno, mi avesse dato fastidio se avesse dormito a seno nudo, alchè non mi sembrò vero e le dissi: "No dormi pure, ma prima me lo fai vedere da vicino?" e lei "Perchè?" e io "Perchè vorrei vedere come è fatto un seno" e lei mi accontentò e si avvicinò. Come fu davanti ai miei occhi mi venne istintivo passarle la mano sui capezzoli. Questo mio gesto non le provocò disturbo, anzi mi chiese di accarezzarla visto che non l'aveva fatto mai nessuno. Così continuai ad accarezzarle il seno e i capezzoli; avvicinai le mie labbra e cominciai a baciarglieli e poi a mordicchiarli. Lei cominciò a muovere il suo corpo come se stesse fremendo. Allora cominciai ad accarezzarle anche il resto del corpo, le gambe, il culetto anche se con lo slip, e le misi le mani tra le coscie, lei dapprima mi fermò, ma poi visto che io continuavo a muoverle mi lasciò fare. A quel punto le cominciai a toglierle gli slip e lei mi spinse la testa contro il suo seno, mi facilitò il compito alzando prima la gamba destra e poi l'altra e a quel punto allargandole leggermente le gambe cominciai ad accarezzarle il clitoride. Poi la feci stendere sul letto e le diedi un bacio in bocca, dapprima dolce poi molto più passionale con le nostre lingue intrecciate. Nel frattempo continuavo a stuzzicare il clitoride e non mi sembrò vero quando vidi che stava per avere un orgasmo; insistetti ancora di più e lei irrigidendosi tutta venne. Volevo assaporare i liquidi di mia sorella e quindi misi la testa fra le sue coscie e comincia e leccarla tutta. Lei continuava a dimenarsi mentre tutta la fica era bagnata. Ma non volevo sverginarla così, quindi con la mano usai i suoi unori per inumidire il suo culetto e cominciai a penetrarla lentamente con un dito. Lei dopo un piccolo sussulto si mise su un fianco e mi fece continuare. Io passasi a mettere due dita e poi tre, finchè la presi dai fianchi e cominciai a penetrarle lentamente. Lei emetteva dei mugolii soffocati perchè non potevamo fare rumore e infatti quando ci accorgemmo che i letto faceva rumore mettemmo il materasso a terra e continuai a penetrarla sempre più a fondo finchè non entrai tutto dentro di lei. Continuavo a pompare come un forsennato e lei si lasciava fare, poi estrassi un attimo il pene e passando gli umori sulla mia mano gliela misi in bocca per fargliela leccare e mentre lei tirava fuori la lingua la penetrai di colpo e continuai così per un bel pò, mentre le carezzavo i seni finchè le sborrai nel suo culetto. Rimasi un pò dentro di lei per non far cadere goccie sul materasso, poi liberatole il culetto presi a baciarla, avvinghiati tutti e due. Le mi guardò negli occhi e mi chiese di non raccontare a nessuno di quanto era successo e che voleva continuare questa storia di sesso con me, che voleva sperimentare con me tutte le posizioni e situazioni possibili. Poi andò in bagno, si lavò e tornando a letto, vide la stanza sistemata e poi andai io a farmi una doccia. Il giorno dopo ci svegliammo e prima di scendere ci demmo un bacio. Eravamo entrambi molto felici e i nostri familiari ci chiesero cosa avessimo e noi gli dicemmo che la sera prima ci eravamo molto divertiti a giocare a carte. Poi andammo a mare, e tutta la giornata passò tra sguardi e carezze apparentemente innocenti. La sera prima di andare a letto ci scambiammo altre effusioni e avemmo un altro rapporto sempre anale, molto più profondo e prolungato di quello della sera prima. La storia andò così avanti per giorni, finchè un pomeriggio che stavamo soli, mentre riposavo sul prato, mia sorella venne vicino a me e senza dire nulla mi scostò il costume e prese a leccarmi il pene. Dapprima lo bagno tutto con la saliva e poi lo mise in bocca e cominciò un meraviglioso pompino. Continuava come se volesse ingoiarlo tutto finche non mi seppi controllare e le venni in bocca. E lei per niente infastidita ingoiò lo sperma e ripulì tutto con la lingua senza lasciarle nemmeno una goccia. Poi si allontanò un attimo e appena tornata mi diede un bacio appassionatissimo. Mentre stavamo lì al sole mi chiese se avessi avuto voglia di un rapporto completo. Io che non aspettavo altro che sverginare mia sorella, le dissi, mentendo, che solo se lei ne avesse avuto voglia e si fosse sentita pronta lo avremmo fatto, ma che non si doveva sentire obbligata. In realtà in quel momento avrei voluto saltarle addosso e aprirla in due e scoparla fino a farle male. I nostri familiari erano andati a casa della fidanzata di mio fratello e si trattenevano tutta la serata. Mentre stavamo al sole, mi misi su un fianco e cominciai a guardare mia sorella e non potetti fare a meno di accarezzarla e baciarla. Poi tolsi il costume a me e a lei e cominciai a leccarla tutta. Ripresi a giocarle il clitoride e a massaggiarle il seno. Ero intenzionato a farle di tutto. Concentrai le mie attenzioni sulla sua fica, la leccai tanto da renderla un lago, poi le salii sopra e mentre la baciavo le allargai le gambe e lentamente posi la cappella sulla vagina e mi preparai ad entrare. Le allargò le gambe e presomi per i fianchi mi tirò dentro in un solo colpo costringendomi a penetrarla di colpo. Emise un urlo di dolore ma subito dopo cominciò a farsi pompare sensa sosta. La fica era calda e bagnatissima e il pene scivolava senza fatica. Mentre scopavamo lei dolcemente mi chiese di non venirle dentro perchè non aveva preso precauzioni e io l'accontentai senza problemi. Quando mi accorsi che stavo per venire, sfilai il pene e l'affondai nel culo e lì dopo poche spinte venni. Dopo lei mi abbracciò e dopo un bacio, mi disse che con me stava benissimo e che si stava innamorando. A quel punto mi venne in mente che tra fratelli non è proprio bello fare sesso ma siccome lei proplemi non se ne faceva non vedo perchè avrei dovuto farmene io, oltretutto quand'anche fosse finita eravamo sempre fratelli. Era stupenda così nuda al sole, gli occhi felici, aveva donato la sua verginità a me, aveva bevuto il mio sperma, mi aveva dato il culetto, cosa potevo volere di più, ...., una cosa c'era volevo che si attaccasse a me in maniera maniacale, così che l'avessi per me ogni volta che avessi voluto. L'unica maniera che avevo era quella di farla violentare da più ragazzi. Mi misi d'accordo con alcuni amici miei, tutti fidati, per scoparsela tutti assieme selvaggiamentem facendo apparire me come un eroe. Una sera mentre passeggiavamo in una strada di campagna, fummo assaliti (si fa per dire) da otto ragazzi, che ci bloccarono e con un coltello ci minacciarono, io (d'accordo con loro) tentai di ribellarmi ma loro mi bloccarono facendo finta di pestarmi, poi legatomi le gambe si dedicarono a mia sorella. Vediamo come fa questa troia a soddisfarci tutti dissero, e le strapparono tutti i vestiti lasciandola nuda, la presero e sbattuta per terra cominciarono a scoparla. Mentre due le tenevano le braccia uno le era salito a cavallo del collo e cominciò a scoparla in bocca mentre un'altro le ficcò un pene nella fica. Il primo venne subito inondandole la bocca e la faccia di sperma, mentre l'altro continuava a scoparsela, quindi la girarono sul fianco e il terzo le pianto il suo uccello in culo senza ritegno, mentre il quarto le riempì di nuovo la bocca con suo arnese. Quello che stava scopando la fica tirò fuori il pene e le sborrò sul seno, mentre quello che le stava facendo il culo le venne dentro, e così fece quello che la stava scopando in bocca. Gli altri tre decisero di farle un bel regalo e le piantarono due cazzi in culo contemporaneamente, mentre mia sorella emise un urlo. Continuarono per un bel pò e poi le sborrarono uno in faccia e l'altro in bocca. Poi presero una bottiglia di birra e gliela ficcarono in culo e la sodomizzarono così. Poi l'ultimo tolta la bottiglia le disse che quello che le avevano fatto era solo un aperitivo e che il bello doveva ancora venire. Infatti la usaro come una pezza e la sfondarono in due nella fica, di nuovo in due in culo, le sborrarono in bocca, la costrinsero a bere lo sperma e a farsi pisciare in bocca e in culo. Poi lasciarolo mia sorella distrutta a terra con i buchi oscenamente aperti, tutta sporca di sperma. Lei non ce la faceva a muovere le gambe per il dolore, quindi liberatomi dei falsi nodi la presi in braccio e la portai a casa dove fece un bagno caldo per ripulirsi e riposare. Durante il tragitto con le poche forze che le erano rimaste mi disse che non mi avrebbe lasciato mai più e che mi avrebbe protetto come io avevo tentato di fare con lei a costo della vita. Io e mia sorella viviamo insieme a Modena, e non ci siamo mai divisi e siamo felici, come appunto fratello e sorella, ma soprattutto come amanti.

Racconto tratto da it.sesso.racconti

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