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il diario di Tiziana
 
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Isidora


La trovò che era dietro il bancone del centralino da sola. Non che solitamente ci fosse con qualcuno, ma in quel momento vi si trovava veramente sola. Neanche una persona attorno. Il bar a fianco era oramai chiuso per ferie e dagli uffici difficilmente sarebbe arrivato qualcuno. La porta che dava sul cortiletto d'ingresso era poi chiusa per sicurezza. Era lì, carina come sempre e con quello sguardo da puttanella perennemente sul viso. Le piaceva rimirarsi allo specchio e farsi guardare a sua volta. Sapeva di essere molto carina. Di aver delle belle gambe, un bel seno (piccolo ma ben tornito), ed un culetto invidiabile. Forse di viso non era poi un granché, ma vi assicuro che c'era veramente di peggio. Unico altro difetto era una leggera gobbità sulla schiena, ma su quello ci si poteva passare sopra. La salutò come al solito e si diresse dietro il bancone. Lei, ignara, incominciò a chiedergli come stava, cosa avrebbe fatto per le vacanze ed altre amenità del genere. Incominciò ad avere solo qualche dubbio guardandolo negli occhi. La voglia gli si poteva infatti leggere chiaramente in faccia. "Lo sai che ogni tanto penso di fare del sesso con te?" le disse incominciando ad accarezzarle una guancia. "Ma cosa stai dicendo? Sei impazzito?" rispose lei ridendo incerta. Si vedeva però che la cosa la lusingava quasi. "Vieni qui." le disse lui ed incominciò a baciarla alzandola dalla poltroncina su cui era seduta ed intanto le palpava il sedere con quelle sue enormi mani. La stava baciando con molta passione e presto le infilò una mano nelle mutandine, di dietro, andando a solleticarle il solco del sedere. Lei era sempre più visibilmente eccitata ma, forse per non perdere del tutto il controllo, faceva ancora un po' la ritrosa. "Ti prego, lasciami! Potrebbe arrivare qualcuno." Gli disse neanche troppo convinta. "Zitta troietta. Girati!" Le disse lui per tutta risposta. Incominciò a girarla e tenendole una mano nelle mutandine per accarezzarla in mezzo alle gambe, con l'altra le palpava il seno. Mentre poi le infilava la lingua in bocca fino quasi a farle mancare il respiro, cominciò a premere il proprio bacino contro il suo culo per farle sentire quanto il proprio membro fosse già eccitato. La minigonna che portava lei, così leggera, gli aveva facilitato un po' queste operazioni e la camicetta di seta che portava, veramente molto sottile, offriva ben poco ostacolo alla pressione della sua mano sulle tette sode, libere da alcun reggiseno. Ad un certo punto si abbassò sotto di lei e, dopo averle tirato giù le mutandine le baciò le natiche. Giratala poi verso il suo viso, prese ad accarezzarle con foga i glutei ed a baciarle tra le gambe quel suo dolce sesso. Le infilò la lingua tra le sue altre labbra. La lecco fuori sul clitoride bollente e dentro fin dove arrivava. Sentì quanto lei fosse eccitata e già così ben lubrificata. Ma non era quello il suo obiettivo. Dopo un po', quando capì che lei aveva ormai perso quasi ogni cognizione, si tirò nuovamente su e, dopo averla rigirata, le alzò la gonnellina. Le fece anche abbassare un po' la schiena per meglio farle sporgere quelle stupende natiche. Prima che lei se ne accorgesse (era infatti così eccitata da avere lo sguardo perso come se si fosse fatta una dose), tirò fuori il suo pene di tutto rispetto ed incominciò a passarglielo su e giù in mezzo alle natiche: tra la fessura bagnata ed il buco dell'ano. "Vedrai che questo ti piacerà." Le disse incominciando a spingere con la punta dell'uccello in quel bel buchino così stretto. "Ehi, cosa stai facendo? Mi stai facendo male." Disse lei incominciando a preoccuparsi. Questo non fece altro che eccitarlo ancora di più e, tenendola ancora più stretta incominciò a spingere più forte. "Ah.. ah.... aahhh.... ". Lei era sempre più tra l'eccitato ed il dolorante, ma si vedeva che iniziava a piacerle. "Ti piace eh, troia! Brutta stronzetta. Stai qua a tirartela tutto il giorno e, adesso che ti sto sfondando il tuo bel culetto, non capisci più niente." "Si... non smettere. Piano, piano..." "Ma se non l'ho neanche infilato tutto! Aspetta un attimo e vedrai." Riuscì a mettergliene un bel pezzo dentro e, sentendola così stretta, gli veniva voglia di infilarlo ancora di più. Si trattenne ed invece iniziò ad uscire un pochino per poi rientrare subito dopo. Tutto sommato, la parte più bella era quando glielo infilava e lei apriva bene la bocca per il godimento e le scappava un ansimo di piacere. Dopo un po' di vai e vieni, sentì che stava diventando così duro da fargli quasi male e sicuramente da un momento all'altro sarebbe venuto. Si tirò fuori improvvisamente il cazzo dal culo di lei e, girandola un po' bruscamente, le portò le sue labbra all'altezza del proprio pene. "No, ancora un poco." Iniziò a protestare lei. "Non ti preoccupare che più tardi torno a sfondartelo." Rispose lui continuando a spingerle la bocca verso il suo cazzo così eccitato. "Adesso succhia un po' qui... Così. Brava... ancora." Lei stava facendo davvero un bel lavoretto. Lo stava lavorando con la lingua come una professionista e sembrava che non avesse fatto altro per tutta la sua vita. Del resto, era una che non aveva problemi ad usare la lingua. Nel frattempo, lui, le stava strizzando un poco i capezzoli. Vedeva che ogni qualvolta glieli tirava, lei aveva un gemito di piacere (che fosse un po' masochista?). Lei incominciò poi ad andare avanti e indietro con la bocca sempre più velocemente e facendo in modo, quando si fermava, di ritrovarselo bene in bocca, fin quasi alla radice. Lui si stava chiedendo come potesse tenere così tanto cazzo in bocca ma, visto che la cosa non gli dispiaceva affatto, lasciò cadere l'interrogativo. Era ormai arrivato al culmine del piacere. Sentiva che stava per esplodere e, facendola rallentare, le tenne ben stretta la testa, stringendole i capelli con una mano, contro il proprio bacino e le venne in bocca. Gli piaceva un sacco inondarle la bocca col proprio sperma. Vederla quasi in difficoltà ad ingoiare tutto quel ben di Dio. E continuare a venire e sentirla poi leccare le ultime gocce dalla punta del pene. E farglielo tenere ancora in bocca un pochino perché ci voleva qualche secondo prima che diventasse definitamente floscio. La alzò poi dalla sedia e, vederla con quell'espressione così persa, lo eccitò ancora. Le mise la lingua in bocca e la baciò così appassionatamente che a lei quasi mancò il respiro. Considerato poi che negli ultimi minuti di respiri ne aveva potuti fare ben pochi, stava quasi soffocando. Sentì il gusto del proprio sperma sulla bocca di lei ma questo non gli dispiacque. Non che gli piacesse, aveva un gusto abbastanza neutro per lui, ma forse alle donne piaceva molto di più. E lei non l'aveva certo sputato! Prese poi ad accarezzarla in mezzo alle gambe mentre ancora la baciava sul viso. Sentì che lei si lasciava fare qualsiasi cosa ormai e, apertale bene le gambe, le titillò con le dita il grilletto mentre lei continuava a gemere per il piacere. Le infilò dapprima due dita nella figa. Era veramente molto bagnata. Iniziò ad andare su e giù simulando una penetrazione e poi si fermò per titillarla ancora. Ogni volta che si fermava e la toccava così, lei aveva un ulteriore spasmo di piacere. A lui piaceva sentirla fremere tra le sue mani. Poi le infilò tre dita, e subito dopo quattro. La sentiva sempre più eccitata e, quando la titillava, lo faceva sempre più velocemente. Sembrava che lì dentro potesse entrarci tutta la mano, ma non ci provò, sentendola quasi chiudersi per il piacere che stava provando. Aumentando il ritmo, la vide quasi al limite del piacere e, dopo un poco, lei iniziò ad avere dei forti spasmi al ventre. Stava venendo. Eccome! Continuando ad accarezzarla dentro e fuori, lei continuò a venire. Cercava con una mano di farlo smettere, ma ci riuscì solo dopo qualche secondo. "Vuoi farmi impazzire per il piacere?" Gli chiese lei. "Si!" Fu la sua risposta. Fine?

Racconto tratto da it.sesso.racconti

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