Nonostante ci sia stata in Italia, negli ultimi decenni, una
maggiore informazione sui temi della contraccezione e della sessualità, sono
ancora molte le donne (soprattutto le più giovani) che ricorrono
all'interruzione volontaria di gravidanza.
Diversi fattori contribuiscono a
favorire questa situazione: la disinformazione, una certa immaturità delle
coppie, il fallimento del metodo contraccettivo usato (ad esempio, la rottura
accidentale del profilattico, la dimenticanza di una o più pillole
contraccettive, l'uso di farmaci che possono ridurre l'assorbimento e quindi
l'efficacia della pillola contraccettiva, lo spostamento della spirale, il non
corretto posizionamento del diaframma, ecc.).
La contraccezione d'emergenza,
sebbene non possa e non debba essere considerata una forma di contraccezione
abituale, è una tecnica capace di porre rimedio a molti "incidenti" o
"situazioni a rischio", e dev'essere considerata una valida alternativa ad una
gravidanza indesiderata o all'aborto volontario.
Per la contraccezione
ormonale "del giorno dopo" (consentita già da tempo in molti paesi europei) si
utilizzavano finora farmaci contenenti alte dosi di ormoni con notevoli disturbi
e rischi per la salute della donna.
Ora la contraccezione d'emergenza
ormonale (approvata finalmente dal Ministero della Sanità anche in Italia),
oltre ad essere efficace, è priva di significativi effetti
collaterali.
Questo documento vuole chiarire le problematiche più rilevanti
della contraccezione d'emergenza (utilizzo, prerogative, efficacia, eventuali
effetti secondari), e rispondere esaurientemente alle domande più frequenti su
questo argomento, ribadendo che la pillola del giorno dopo non costituisce
certamente un'alternativa alla contraccezione abituale.
Che cos'è la contraccezione
d'emergenza?
Definita anche contraccezione "del giorno dopo" o
contraccezione "post-coitale", è un metodo contraccettivo occasionale a cui si
ricorre nelle ore immediatamente successive a un rapporto a rischio. E' quindi
una contraccezione che consente di evitare il ricorso a un'interruzione
volontaria di gravidanza.
In quali casi si può ricorrere alla
contraccezione d'emergenza?
Come abbiamo già detto, dopo un rapporto sessuale a rischio (quindi non
protetto) o nelle situazioni di eventuale fallimento del sistema di
contraccezione adottato.
Cos'è la pillola del giorno
dopo?
Si tratta di un nuovo farmaco per la contraccezione d'emergenza.
Consiste
in due compresse, contenenti ciascuna 750 mcg di un ormone progestinico senza
ormone estrogeno associato, e pertanto privo degli effetti collaterali legati a
quest'ultimo. Peraltro, non ha alcuna controindicazione.
Quando bisogna prenderla?
La prima compressa va presa il prima possibile, ma al massimo entro le 72 ore
che seguono il rapporto sessuale a rischio, e la seconda da 12 a 24 ore dopo
l'assunzione della prima.
Quali sono le probabilità di gravidanza in
seguito a un rapporto sessuale non protetto?
E' stato dimostrato che, per una coppia di "fecondità standard" (cioè che ha
rapporti sessuali in periodo fertile senza alcuna protezione contraccettiva)
questa probabilità è del 20-25% circa per ogni ciclo.
Come si può sapere se il rapporto sessuale
ha avuto luogo in periodo di fecondità?
E' impossibile stabilire con certezza se un rapporto è avvenuto nel periodo
fertile della donna. Per questo è importante, se si vuole evitare una
gravidanza, ricorrere all'uso di una contraccezione sicura. Ci sono degli
elementi che possono aiutare la donna a capire se si trova nel periodo fecondo,
ma sono elementi in genere variabili, soggettivi e non sempre di facile
individuazione, sui quali non ci si può basare per essere certi che un rapporto
è a rischio di concepimento o meno.
Vediamoli nel dettaglio:
• il
periodo in cui è avvenuto il rapporto (se ci si trova a metà ciclo il rischio è
senza dubbio più alto);
• la temperatura basale (cioè la temperatura corporea
interna misurata al mattino per via vaginale o rettale), che di solito si alza
di qualche decimo di grado dopo che l'ovulazione è già avvenuta, mentre è più
bassa nel periodo che precede l'ovulazione;
• la percezione da parte della
donna (e la visualizzazione tramite lo speculum da parte del ginecologo) di una
secrezione vaginale (detta muco) particolarmente abbondante e fluida (definita
in gergo "a chiara d'uovo") nei giorni che precedono l'ovulazione;
•
sensazioni soggettive (dolore e gonfiore dell'addome, tensione delle mammelle),
a volte avvertite dalla donna in periodo ovulatorio. E' importante ribadire che
si tratta di elementi assolutamente presuntivi (la temperatura corporea può
aumentare anche per una banale influenza, le secrezioni vaginale anche in caso
di infezioni vaginali) e per questo non possono costituire un valido parametro
di giudizio.
Inoltre, se ci si basa sul calcolo dei giorni fertili (circa 14
giorni prima della mestruazione successiva), è importante ricordare che
l'ovulazione può episodicamente verificarsi in date inusuali, anche in una donna
dal ciclo particolarmente regolare.
Qual è la durata della vita dell'ovulo e
degli spermatozoi?
Non appena espulso dal follicolo, l'ovulo viene aspirato in una delle tube.
Vi rimane per circa 24 ore, ed è questo il momento in cui è fecondabile. Poi
viene eliminato. Gli spermatozoi, emessi al momento dell'eiaculazione, dalla
vagina risalgono attraverso l'utero, facilitati in questo cammino anche dal muco
particolarmente fluido nel periodo ovulatorio (nel periodo non fecondo, infatti,
il muco è più denso e perciò ostile alla risalita degli spermatozoi) fino a
giungere nelle tube, dove si trova l'ovulo. Gli spermatozoi possono sopravvivere
anche fino a 5 giorni.
Questa durata di vita relativamente lunga degli
spermatozoi spiega come mai, anche se il rapporto sessuale è avvenuto numerosi
giorni prima dell'ovulazione, possa comunque verificarsi una gravidanza.
Ci sono altri mezzi, oltre alla
contraccezione d'emergenza, per evitare una gravidanza indesiderata dopo un
rapporto non protetto?
Bisogna sfatare alcune credenze purtroppo ancora oggi molto diffuse. Occorre,
infatti, sapere che né l'applicazione dopo il rapporto di una crema spermicida
(crema che va inserita in vagina prima di un rapporto e che ha la capacità di
uccidere gli spermatozoi), né - a maggior ragione - l'acqua e il sapone o una
qualunque lavanda vaginale possono impedire il verificarsi di una
gravidanza.
Si può ricorrere alla contraccezione
d'emergenza in qualsiasi momento del ciclo?
Sì, perché il momento dell'ovulazione è per lo più quasi impossibile da
determinare. Se si vuole avere così il massimo di probabilità al fine di evitare
una gravidanza indesiderata, conviene fare ricorso alla contraccezione
d'emergenza, qualunque sia il momento del ciclo in cui è avvenuto il rapporto
sessuale.
C'è un modo per sapere se, non ricorrendo a
una contraccezione d'emergenza, la donna sarebbe rimasta incinta?
No, non c'è. Molte donne pensano erroneamente che un test di gravidanza
eseguito subito o poco dopo il rapporto possa dare un esito certo: purtroppo non
è così.
Il test di gravidanza, per essere attendibile, dev'essere eseguito
10-15 giorni dopo il rapporto a rischio. E' chiaro che non è possibile aspettare
così tanto tempo prima di ricorrere alla contraccezione d'emergenza (in ogni
caso la gravidanza sarebbe già iniziata e non si parlerebbe più di
contraccezione, ma di interruzione della gravidanza).
Qual è l'efficacia della pillola del giorno
dopo?
E' tanto più alta, quanto prima viene assunta la prima compressa dopo il
rapporto sessuale che potrebbe aver dato luogo a un concepimento. In uno studio
scientifico recentemente realizzato su iniziativa dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS), la pillola del giorno dopo si è dimostrata efficace nel 95%
dei casi.
E' assicurata una contraccezione efficace
fino alle successive mestruazioni?
Certamente no. Questa contraccezione è efficace soltanto per il rapporto che
ha motivato la sua assunzione. Dev'essere quindi vivamente raccomandato di usare
un altro metodo contraccettivo (spermicida, preservativo, diaframma) al momento
dei rapporti sessuali successivi, fino all'arrivo delle mestruazioni. Sarà poi
necessario prendere in considerazione una contraccezione regolare e sicura.
Se si sono avuti rapporti consecutivi, la
tecnica è ugualmente efficace?
Sì, come tutte le altre forme di contraccezione d'emergenza, questa è
efficace anche dopo uno o più rapporti consecutivi, a condizione che i rapporti
abbiano avuto luogo nelle 72 ore che precedono la somministrazione.
Al
contrario, i metodi contraccettivi d'emergenza non sono efficaci quando i
rapporti a rischio hanno luogo in date diverse e lontane all'interno dello
stesso ciclo. Ricordiamo che, una volta che si è fatto ricorso alla
contraccezione d'emergenza, è necessario usare un altro metodo contraccettivo
fino alle mestruazioni successive.
Dopo quanto tempo dall'assunzione della
pillola del giorno dopo compare il ciclo mestruale?
Dipende dalla fase del ciclo in cui è stata assunta e se l'ovulazione al
momento era già avvenuta o meno. Il ciclo mestruale, anche se non è facile
prevederlo con sicurezza, compare - in genere -senza grossi ritardi o anticipi.
In caso di ritardo della mestruazione superiore a 5 giorni, si consiglia di
eseguire un test di gravidanza.
Le mestruazioni successive all'assunzione
della pillola del giorno dopo sono diverse dal solito?
In genere, le mestruazioni sono un po' più abbondanti, ma hanno una durata
normale (tra i 4 e i 7 giorni).
L'assunzione della pillola del giorno dopo
modifica le risposte dei test di gravidanza?
No, in alcun modo. I moderni test di gravidanza, sia eseguiti sul sangue che
sulle urine, non subiscono interferenze da parte degli ormoni utilizzati nei
contraccettivi d'emergenza. Gli ormoni che possono interferire con i test di
gravidanza non sono utilizzati nella contraccezione d'emergenza.
L'assunzione della pillola del giorno dopo
modifica la temperatura basale?
Così come in tutte le contraccezioni ormonali d'emergenza, probabilmente
l'ovulazione viene bloccata o ritardata. E' possibile che l'aumento di
temperatura corporea interna (espressione dell'avvenuta ovulazione) non si
verifichi durante il ciclo considerato, oppure si verifichi più tardi, proprio
perché è l'ovulazione stessa ad essere compromessa.
Dopo l'assunzione della pillola del giorno
dopo, quando si può iniziare un metodo contraccettivo?
Le pillole contraccettive estroprogestiniche oppure le minipillole
(microprogestative) devono essere assunte all'inizio del ciclo successivo (nei
primissimi giorni di arrivo delle mestruazioni, al più tardi il quinto
giorno).
Per quanto riguarda la spirale, il suo inserimento all'interno
dell'utero può avvenire indifferentemente - come sempre - in qualsiasi momento
del ciclo, ma non prima dell'arrivo delle mestruazioni attese e, di preferenza,
nei primi 8 giorni del ciclo.
I metodi definiti "di barriera" (preservativi,
diaframma, spermicida) possono e dovrebbero essere utilizzati fin
dall'assunzione della pillola del giorno dopo per evitare il verificarsi di una
gravidanza, in seguito ad ulteriori rapporti sessuali durante lo stesso
ciclo.
Che fare in caso di mestruazioni anormali
dopo la pillola del giorno dopo?
Se le caratteristiche del ciclo, sia in termini di quantità che di durata,
sono fortemente differenti dal solito, è opportuno effettuare un test per
escludere una gravidanza, sia essa normale che extrauterina (cioè che si
impianta al di fuori dell'utero, in genere nelle tube). Infatti, non è noto se
questo metodo contraccettivo possa evitare una gravidanza extrauterina.
Uno
dei principali sintomi di gravidanza extrauterina è la presenza, nei giorni in
cui il ciclo dovrebbe comparire, di perdite di sangue che possono essere confuse
con le normali mestruazioni.
Qual è la fecondità al momento del o dei
cicli successivi all'assunzione della pillola del giorno dopo?
Rimane assolutamente normale, e non esenta in alcun caso dal ricorso ad una
contraccezione tradizionale. La paziente dovrà quindi discuterne tempestivamente
con il suo ginecologo.
Qual è il meccanismo d'azione della pillola
del giorno dopo?
Con le dosi utilizzate (2 compresse da 750 mcg), la pillola bloccherebbe
l'ovulazione, impedendo la fecondazione (cioè la fusione tra ovulo e
spermatozoo), se il rapporto sessuale ha avuto luogo nelle ore o nei giorni che
precedono l'ovulazione. Se l'ovulazione è avvenuta al momento dell'assunzione, e
quindi la fecondazione potrebbe essere già in atto, il farmaco sarebbe in grado
di impedire l'impianto dell'ovulo fecondato, modificando la zona interna
dell'utero in cui la gravidanza normalmente si impianta. Al contrario, se il
processo di impianto è cominciato, non è efficace per interrompere una
gravidanza iniziata, seppure da poco tempo. Per questo motivo è considerato un
metodo contraccettivo (che previene la gravidanza) e non abortivo (che
interrompe la gravidanza).
La pillola del giorno dopo costituisce una
protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili?
Assolutamente no. Il suo uso, come le altre forme di contraccezione che non
siano "di barriera" (profilattico), non protegge dalle infezioni che si
trasmettono per via sessuale (AIDS, epatite, herpes, condilomatosi, ecc.) e
quindi è necessario utilizzare altre precauzioni.
Si può ricorrere alla pillola del giorno
dopo a qualsiasi età?
Ogni donna in età fertile, cioè dalla pubertà alla menopausa, può farne uso
per evitare una gravidanza indesiderata in caso di rapporto sessuale non
protetto.
Non ha alcuna controindicazione, qualunque sia l'età della donna.
Che fare in caso di vomito?
Se il vomito sopravviene nelle due ore successive all'assunzione di una
compressa, si raccomanda di assumere immediatamente un'altra compressa. In
realtà, il vomito non è una eventualità frequente.
E se un bambino assume per sbaglio la
pillola del giorno dopo?
La tolleranza in caso da assunzione accidentale è generalmente buona.
Tuttavia conviene, per precauzione, avvertire il pediatra.
Che fare in caso di dimenticanza di una
pillola contraccettiva?
La dimenticanza di una o più pillole contraccettive è responsabile di un
considerevole numero di gravidanza indesiderate, e di conseguenza di probabili
interruzioni volontarie di gravidanze.
Con le pillole estroprogestiniche (la
situazione più frequente) i due periodi maggiormente a rischio sono la prima e
la terza settimana (le settimane di assunzione della pillola contraccettiva sono
tre). Si ritiene che per la dimenticanza di una sola pillola il rischio di
gravidanza è molto basso. Quando le pillole dimenticate sono più di una, il
rischio è decisamente più alto. In questo caso le raccomandazioni sono le
seguenti:
- ricorrere a una contraccezione d'emergenza, se c'è stato un
rapporto sessuale nel periodo in cui si è dimenticato di assumere la pillola o
le pillole;
- ricominciare l'assunzione non appena ci si accorge della
dimenticanza, a partire dall'ultima pillola dimenticata;
- utilizzare una
contraccezione locale (preservativo e/o spermicida) fino alla fine della
confezione in uso.
Con le pillole solo progestiniche a basso dosaggio
(minipillole), da non confondere con le pillole estroprogestiniche a basso
dosaggio, che fanno parte del caso precedente, si ritiene che una dimenticanza
superiore a tre ore debba far propendere per la contraccezione d'emergenza ed
all'impiego di una contraccezione locale, fino alla fine della confezione in
uso.
Si può utilizzare la pillola del giorno dopo
come contraccezione di routine?
No. Ogni contraccezione d'emergenza deve rimanere assolutamente occasionale.
Non deve in alcun caso sostituire una contraccezione regolare.
Bisogna,
infatti, ricordare che questo metodo non permette sempre di evitare una
gravidanza; inoltre, è efficace solo per rapporti avvenuti in un ristretto
numero di ore.
Si potrebbe, allora, immaginare che la
pillola del giorno dopo possa essere assunta una volta al mese per un unico
rapporto sessuale?
Attualmente non è possibile confermare la fondatezza di questa ipotesi.
Quindi è da sconsigliare. Occorre precisare che questo metodo è comunque meno
affidabile dei metodi di contraccezione regolare.
Che fare in caso di
gravidanza?
Come abbiamo detto, non siamo di fronte a un farmaco che deve essere assunto
in caso di gravidanza già esistente. Ma, in caso di fallimento di questo metodo
di contraccezione con conseguente insorgenza di una gravidanza, i risultati di
numerosi studi eseguiti a tutt'oggi permettono di escludere il rischio di
malformazioni del bambino.
Lo stesso vale se questo farmaco è stato assunto
nel corso di una gravidanza ancora ignorata, ma già esistente al momento
dell'assunzione.
E' possibile quindi portare avanti la
gravidanza senza rischi per il bambino?
Sì, non c'è alcuna indicazione ad interrompere la gravidanza per rischio di
malformazioni fetali. La gravidanza, quindi, può procedere tranquillamente fino
al termine.
Ci sono controindicazioni alla pillola del
giorno dopo in caso di allattamento?
No. Al contrario di quanto molti credono, l'allattamento non costituisce
alcuna forma di contraccezione. Anche in questo periodo, infatti, è possibile
procreare. Quindi l'eventuale uso di una contraccezione d'emergenza può essere
giustificato.
La pillola del giorno dopo è controindicata
nelle donne che hanno avuto una salpingite (infiammazione delle tube) o una
gravidanza extrauterina?
No, ma bisogna fare delle considerazioni. Se la si dovesse assumere in questo
contesto, converrebbe essere particolarmente attente riguardo all'insorgenza di
una gravidanza extrauterina (infatti, donne con infiammazione delle tube o che
hanno già avuto una gravidanza extrauterina corrono un rischio maggiore che si
verifichi una successiva gravidanza extrauterina). Quindi, se la donna che ha
questi precedenti accusa delle perdite di sangue nei giorni in cui attende il
ciclo, è opportuno eseguire un test di gravidanza.
La pillola del giorno dopo presenta delle
controindicazioni?
No, non ha alcuna controindicazione e, in particolare, nessuna delle
controindicazioni legate agli estrogeni comunemente impiegati nelle altre forme
di contraccezione d'emergenza (ribadiamo che non contiene estrogeni). Né il fumo
di sigaretta, né i tumori genitali, compreso quello della mammella, la pressione
alta, i fattori di rischio cardiovascolare (colesterolo alto, diabete), la
programmazione di un intervento chirurgico, precedenti episodi di trombosi,
disfunzione della tiroide, fibromi uterini, cisti ovariche, endometriosi,
mastopatia fibrocistica sono controindicazioni all'uso.
L'unica situazione in
cui deve essere evitata è l'esistenza di una gravidanza, perché in questo caso
sarebbe ovviamente inefficace.
Esistono interferenze conosciute tra la
pillola del giorno dopo ed altri farmaci, come succede con la pillola
contraccettiva, che ne possano ridurre l'assorbimento e quindi
l'efficacia?
Come per tutti gli ormoni progestinici, l'efficacia può risultare ridotta o
abolita in caso di assunzione simultanea di alcune medicine, come farmaci
anticonvulsivanti o antiepilettici ed alcuni antibiotici.
E' opportuno quindi
informare il ginecologo nel caso in cui si assumano altri farmaci al momento
dell'assunzione della pillola del giorno dopo.
Ha effetti sulle capacità
abituali?
No, non influisce sulle capacità abituali.
Che fare in caso di assunzione
eccessiva?
La pillola del giorno dopo non presenta alcuna tossicità acuta (che metta in
pericolo la vita della paziente o che richieda un soccorso urgente) in caso di
assunzione contemporanea di più compresse.
Quali sono i possibili effetti secondari
dopo l'assunzione della pillola del giorno dopo?
Gli effetti secondari rilevati nei numerosi studi clinici svolti
sull'argomento sono:
• nausea e vomito;
• vertigini, debolezza, cefalea;
• dolori al basso ventre, sensazione di tensione mammaria;
• perdita di sangue di tipo metrorragia (perdita molto abbondante) o spotting
(perdita scarsa e scura).
Nel già citato studio dell'OMS, diversi effetti secondari, in particolare
nausea e vomito, riscontrati in chi ha fatto uso della pillola del giorno dopo
non contenente estrogeni, sono stati sensibilmente meno elevati di quelli
riscontrati in chi ha fatto uso della pillola estroprogestinica, assunta come
contraccezione d'emergenza.