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Viaggio a Milano




Mi piace guidare, mi rilassa, grandi distanze per scappare del incubi nei quali mi sono cacciata da sola, troppa tristezza, troppe poche emozioni… una vita troppo uguale, troppe spiegazioni, fin che la tua vita,diventa non tua.La Valtellina, ja! Una terra troppo desiderata di chi ci è nato, ma che mangia l'anima a chi non le appartiene.
Ed eccomi qui, 150 km, percorsi in 2.30 ore, colpa dalle strade, non del mio modo di guidare… è finalmente Milano, la terra promessa per chi ama il caos, e rimpiange i semafori… Si, Anna è sempre più bella, solare… casa sua una delizia, che dopo tutti questi mesi è diventata il mio rifugio."ho una brutta notizia" mi disse"ùh diù" pensai, mi tocca dormire sotto il ponte."non riesco ad uscire sta sera, so che hai fatto tanta strada, ma non riesco"- pausa che mi studia-" ma Lorenzo ti viene a prendere, uscite voi"veramente Lorenzo mi "avanzava" dalla scena a questo punto…due chiacchierate, due risate, due pettegolezzi su tutta la chat, due domande intime… e finalmente il campanello, delusione, SOLO LORENZO!"maaaaaaa, Alessandro dove è finito???""non ti preoccupare, adesso andiamo a prenderlo""ciao Anna, torno presto""ciao Marina, prendi le chiavi"ok, macchina, centro Milano, e la pelle che mi chiedeva pelle, voglia di vivere, ancora, una sensazione, dimenticata, ma che quando arrivava l'ora di rivedere Alessandro, mi ritornava, sempre.
Il mio cuore chiuso da anni, senza la voglia di cercare un anima da spogliare e fare mia, senza la voglia di ricercare l'istinto primordiale che ti lascia alla ricerca d'un altro corpo…Ma Alessandro, lui si, lui si che mi faceva immaginare l'amore come non lo avevo mai vissuto…Ops, arrivati, ecco che scende, il suo naso, perfetto, su una pelle cosi bianca di immergerti nelle nuvole, occhi cosi furbi e vispi che mentre le parli, ti assorbono tutta la mente, ti studiano, e ti fanno abbassare il proprio sguardo… i denti, allineati perfetti in quella bocca che sembra chieda soltanto fuoco… cornice d'un sorriso che fa invidia al sole…Che libidine!!Nebbia, ormai, mi ci sono abituata alla grigia Milano, da me però, tanto amata…Ristorante, bel posto, ma non vedo le puttane, eppure dicono che è la zona…. Due chiacchierate fra amici… ed ecco il telefono di Lorenzo che suona… "devo andare, ho una emergenza di lavoro, ma voi continuate senza di me, torno al più presto a prendervi…""oh, quanto mi dispiace, torna presto, senza di te, poi ci annoiamo" -disse-(bastarda, come sai mentire, se non torna è meglio)-pensai-e in tanto era andato…"beh soli…" disse Alessandro, parliamo un po' dai,ormai la pizza era finita, era arrivata l'ora del dessert, io sapevo bene che cosa avrei voluto… menu, scelta, gelato…ad un tratto, i sguardi si incrociano, e vedi che mi guardava in maniera diversa, non più come a una cara amica, che ormai per lui, non ero altro che quello, ma con una puntina di desiderio…mi alzai, cosi nervosa, con una idea in testa, e la bugia "devo andare in bagno" ancora non era finita di uscire delle mie labbra…mi avvicinai al banco del bar, e chiese una chiave, la chiave di una stanza del piano di sopra, "per favore, può portare questa chiave al uomo che era seduto con me?" chiesi mentre finivo d' scrivere un bigliettino e lo consegnavo insieme alla chiave d'oro a quel cameriere che ormai, aveva capito al volo, forse prima di me.Sali le scale con il cuore in gola, mi stavo giocando una grande amicizia, tutto puntato su una sola carta, o lo scopavo, o lo perdevo…Il suono della serratura, rintrono per tutto il corridoio, e davanti a me, solo buio, cercai a stento la luce… ed ecco una cameretta più accogliente di quel che mi aspettavo. Con un meraviglioso letto di ferro battuto in centro…La porta, pensai subito che era il cameriere a dirmi di scendere a finire il gelato… invece davanti a me, cèra lui, Alessandro, sempre con quel sguardo, cosi nuovo per me, e cosi ovvio, cosi voluto…Entro nella camera, lasciando cadere la giacca per terra insieme al mio capotto e seduto sul letto mi guardavo con un aria di interrogazione, forse avevo esagerato…Non ci pensai due volte, e mi lanciai al vuoto, un salto alla lussuria, non vedevo l'ora di baciare quella bocca che mi faceva impazzire anche quando mangiava… ma non era ancora il tempo di farlo."fermo" mi sorprese al sentire le mie proprie parole, "fermo".
Le mie mani, accarezzarono i suoi pantaloni… fino al punto più alto, godendo ogni istante… via le scarpe, via calzini, e piano, come una poesia, via anche i pantaloni, le mie mani mi tremavano… ma non credo di essere stata cosi decisa in tutta la mia vita… toccai il suo penne, che delirio, il suo corpo, si il suo corpo, già che la sua anima, mai sarebbe mia…Mi avvicinai di più al suo membro, e come una calamita la mia bocca comincio a succhiare, e succhiare, come è dolce il suo sapore, sentivo piano che le venne si gonfiavano, e cercavano una via di uscita per il prezioso liquido, ma non era ora, non ancora.. come una pazza su e giù, dentro nella mia bocca accarezzandolo con la punta della lingua, e poi ancora giù quasi per la gola..Fermo, sorpreso, come uno che non sa come prendere la vita, ma io, non facevo caso, questo era il mio momento… rapidamente uno sguardo cercando la mia borsetta, forse li, cèra qualcosa che mi serviva in quel momento, e grazie alla mia passione per il fulards avevo la lussuria salva…Tre, giusti, ma non mi serviva altro.. lo fecce salire fino al cuscino, mentre li sfilavo rapidamente i ultimi capi di abbigliamento, e prima che si rendesi conto, era bendato, gli occhi bendati, era la mia ora, ma si, anche le mani, tutto mio, sotto il mio "potere"…Immobile, sul letto con tutte le luci accese, lui era fermo, cosi, che quasi mi faceva tenerezza, ma il mio desiderio era troppo forte, dovevo sentirlo mio, anche solo per un attimo, l'attimo del amore, anche finto.Continuai il mio "lavoretto" di prima, succhiando ed insalivando il suo pene, frutto della passione… e poi, nel momento che ho capito che era sul punto d' esplodere, mi sono finalmente buttata sulla sua bocca, fuoco, e sapori mischiati, cannella e peppe, sale e miele…Preso per i capelli dolcemente, il collo, sentivo il suo respiro sul mio collo ed ero cosi eccitata di quel brivido…Mi presi una pausa, mentre mi toglievo tutti i abiti, e li, nuda, lo guardai per un attimo, non mi amava, ma a quel punto, di sicuro si fidava…Sali sopra, infilai il suo penne dentro di me, e cosi, piena, mi prese un secondo, per riposare, per prendere fiato, per guardarlo ancora… che non aveva nemmeno detto una parola…
Cominciai a muovermi, sentendolo entrare ogni volta di un mezzo cm in più, sempre più dentro, cosi, che avrei voluto che mi attraversasi, un po' più veloce, sempre di più, quella carezza interna, e quel desiderio di una esplosione… non so quanto tempo siamo stati cosi, una eternità, un qualche minuto, ricordo solo, la onda del mio orgasmo, che arrivava e retrocedeva per ritornare sempre un pochino più forte, fino alla ondata che ti fa perdere per un secondo i sensi, insieme, per raggiungere il più grosso dei piaceri, e forse il più grave dei peccati…Poi sono caduta sul suo corpo, e l' ho abbracciato, la sua calda pelle nuda, bianca… una lacrima, forse l' sfogo di un momento di crisi, di indecisione, una lacrima su quella pelle pura "slegami ora", le sue parole, arrivate come da una caverna, le ricordo ancora, navigano nella mia testa, insieme al ricordo della paura, della vergogna, lo slegai piano, quasi pentita, avevo perso una cosa preziosa, la sua amicizia, il suo rispetto, e sapevo che da qual momento, non avrei mai potuto guardarlo in faccia come prima…Mi incrociai con il suo sguardo… proprio mentre la cameriera arrivava con il gelato, caduta del mio sogno…"Alessandro, ma qui sopra ci sono delle stanze, è anche un albergo questo posto?" chiesi"no, non credo, Mangia che è molto buono""era buono si, ma mai cosi buono come la sensazione che avevo fra le gambe, unita, però, alla incomodità delle mie mutandine bagnate…"

di Naranja




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