Daniela e i suoi amanti
Ho conosciuto la mia ex-moglie (la chiamerò Daniela) quando lei stava con un uomo molto più grande di lei (18 anni lei, 44 lui) e già questo me la rendeva straordinaria. Usciva con lui un pomeriggio la settimana per andare in albergo a scopare per ore e ore. Lei dopo mi raccontava tutto, iniziò come amica per confidarsi, ma visto che la cosa mi eccitava ed anche a lei piaceva moltissimo, continuò anche dopo che ci eravamo messi insieme per eccitarmi; normalmente io l'andavo a prendere sotto l'albergo dove la trovavo sconvolta dal sesso (mediamente lui la faceva venire sei o sette volte), senza mutandine e tutta bagnata di sperma. Contemporaneamente aveva per amico un suo compagno di scuola che lei si divertiva a provocare (sedersi senza mutandine, scoprire un seno, ecc.) quando anch'io ero presente. Normalmente con lui finiva con una bella scopata la domenica pomeriggio a casa sua, oppure alla mia, mentre io con una scusa (vedere la partita in TV, oppure andare a comperare le sigarette, ecc.) mi assen-tavo. Lui è stato pure il primo a scoparla il giorno del matrimonio quando, dopo una giornata di noiosi festeggiamenti, avevamo radunato a casa nostra pochi amici, io mi ero assentato per accompagnare a casa loro gli ultimi ospiti apposta per lasciarli da soli a scopare. Devo dire che lui l'ha fatto con tanta foga da strap-parle letteralmente le mutandine di dosso (regalo mio, mi erano costate 25mila del 1977), mentre l'ha voluta scopare, il porco, con ancora l'abito da sposa addosso. Era stato molto eccitante al mio rientro quando li ho trovati in salotto che cercavano di darsi un contegno, mentre lei aveva tutto il trucco irrimediabilmente sciolto dal sudore e dall'impeto della scopata, il letto tutto disfatto era ben visibile dal corridoio, così come le mutandine strappate che erano rimaste in terra al centro del salone insieme alle calze autoreggenti e sul suo collo c'era un succhiotto nero grande e difficilmente equivocabile, poi ne avrei visti altri due, ciascuno su una natica. Con la scusa della stanchezza mi sono poi addormentato sul divano giusto per permettere loro di farsene un'altra sul letto; ho aspettato che finissero (alle tre del mattino) e che lui se ne andasse per andare in camera da letto e trovare la mogliettina nuda e piena di sesso dappertutto. Con la scusa di studiare insieme, erano iscritti alla stessa facoltà, le scopate si moltiplicavano perché conti-nuavano la domenica pomeriggio, sempre con la scusa della mia passione per il basket o per il calcio, mentre un altro appuntamento fisso era il merco-ledì sera quando c'erano le partite di coppa in TV. In queste occasioni mi nascondevo dietro la porta finestra che dava sul balcone e guardavo, masturbandomi furiosamente.
Nel frattempo Daniela si era lasciata con il suo amico più anziano e si era messa insieme a uno più giovane, un avvocato che possiede una villa sull'Aurelia, che veniva ogni pomeriggio usata per scopare. Lei la sera mi raccontava puntualmente tutto, anche di quando si faceva scopare in mare, oppure di quando lui l'invitava la sera a cena con altri suoi amici ai quali la presentava come la sua amante.
Un altro episodio importante avvenne quando Daniela iniziò un secondo lavoro, da un suo amico che organizza quei premi, tipo "Mercurio d'Oro". Ad un certo punto il suo reddito cresceva in maniera inspiegabile, così come crescevano le sere che stava fuori casa, oppure i week-end che trascorreva dai clienti fuori Roma, spesso nel Sud Italia. In realtà aveva cominciato ad accettare una serie di appuntamenti mercenari con i clienti del suo amico e a scopare a pagamento. C'era chi le regalava anelli con brillanti, chi interi set di biancheria intima (da un viaggio a Bari ritornò con una valigia intera piena di mutandine di pizzo che le sono state regalate dopo che era stato fatto un servizio fotografico, che ebbi modo di vedere), chi più semplicemente soldi che divideva con il suo amico che le procu-rava i clienti. Avevano sistemato un letto in una stanza sul retro dell'ufficio che veniva anche utilizzata per fare servizi fotografici erotici in cui lei era la modella. Specie prima e dopo la serata del premio erano sempre più numerose le nottate passate fuori casa a scopare sempre con uomini diversi. Una sera della premiazione sono andato anch'io, lei aveva messo un abito da sera con una profonda spaccatura sul davanti, all'altezza delle mutandine, che lasciava intravedere anche la fine delle calze e il reggicalze; lei consegnava i premi e stavamo ad un tavolo circolare da otto persone. Io non avevo detto a nessuno che ero suo marito e tutta la sera ho assistito agli altri sei commensali, tutti sulla sessantina, commercianti o industrialotti pieni di soldi, che facevano a gara a tenergli le mano in mezzo le cosce, alcune volte calandole perfino giù le mutandine sotto il tavolo; uno si é perfino buttato sotto il tavolo ed é tornato su dopo cinque minuti di leccaggio di fica con le sue mutandine bene visibili nel taschino della giacca. Pensa che per riaverle é dovuta andare in bagno insieme a lui a fargli un lavoretto con la bocca.
Dopo cena si é formato un piccolo corteo di macchine e siamo andati tutti insieme allo studio dove la festa é proseguita per tutta la notte in forma privata, con cinque vecchioni che attendevano nell'anticamera insieme a me ed al nostro amico, il quale, per fare passare il tempo piacevolmente, aveva tirato fuori i servizi fotografici porno di mia moglie mentre il sesto era dentro, a turno, a scopare Daniela, .
Solo quella serata ha fruttato oltre un milione di lire, che incassava il nostro amico. Spesso, quando andavo a trovarla in "ufficio" c'era qualcuno che la pomiciava davanti a me, non sapendo che io ero il marito. Poi anche questa storia finì, all'improvviso, lei mi ha raccontato più tardi che tutto finì perché aumentavano le pretese del suo amico sia in termini di per-centuale sulle entrate (lui prendeva già l'80% dei proventi in denaro), sia perché lui pretendeva che lei andasse con più uomini insieme anche ad altre donne (a Daniela questa cosa non era mai piaciuta).
Finita questa fase siamo ritornati alla cosiddetta normalità, nel senso che Daniela aveva due o tre amanti nel suo ufficio, con cui usciva settimanalmente a scopare, oppure, nell'ultimo periodo scopava a casa allorquando io mi assentavo o per motivi di lavoro, oppure lo facevo apposta per lasciarle casa libera. In questo caso il nostro gioco di complicità consisteva nel fatto che io mi appostavo in macchina nei dintorni di casa e quando lei finiva mi faceva un segnale (una luce accesa fuori se era sera, oppure una serranda aperta) in maniera tale che io potessi subito tornare a casa dove lei mi aspettava nuda nel letto sporco di sperma e io le leccavo la fica fino a fare uscire fuori lo sperma caldo e berlo con grande piacere; quando non scendeva da solo le infilavo il cazzo dentro e poi lo tiravo fuori di colpo, con un effetto cavatappi, lo sperma usciva fuori e io lo potevo leccare. Quando invece il suo amico d'occasione le veniva nel culo io mi arrabbiavo un pochino perché diventava più difficile farlo uscire fuori per berlo. Quando invece faceva dei pompini spesso si faceva sburrare addosso, oppure nei capelli ed era molto bello trovarla tutta impiastricciata di sperma.
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